Posts Tagged ‘tg5’

h1

Crescita annuale del Pil: l’Italia è lontana ultima fra i G7 (e i Tg di regime fanno melina)

19 agosto 2010, giovedì

direttore Tg1
Sinceramente, a non voler ascoltare o leggere altro, la costanza settimanale -che dico!?-, giornaliera dei microdati macroeconomici nei telegiornali, uno si sentiva fiducioso e fiero per le ottime performance dell’italica progenie, guidata da un condottiero con mille macchie, sì, che fa della macelleria sociale, sì, molto più impegnato a sferzare il parlamento per coprire le sue beghe con leggi apposite che spesso sforano nell’incostituzionalità che a pensare a leggi che servano a far girare meglio e più giustamente il paese, certo, ma -perdio- quella politica raffazzonata tutta favori ai potenti e scudisciate ai signor nessuno evidentemente non stava nuocendo ai dati macroeconomici!
Dati sempre ingiusti con gli stipendiati e i piccoli imprenditori quando c’è un governo di destra, ma tant’è, i dati sono buoni, no?!?
No.

Il Pd lo ripeteva da una vita: troppo poco, troppo poco, con il Pil crollato di 5-6 punti percentuali a questi ritmi non si ritorna da nessuna parte. Ma sono politici avversari -pensavo-, in cerca delle pulci.
E invece no, avevano ragione.

Per cui, quando sentirete di nuovo una di quelle frequenti good news stampo Tg1-Tg2-Tg5, che segnaleranno quanto siamo cresciuti la seconda settimana di settembre rispetto all’anno scorso, oppure che siamo i primi al mondo nell’esportazione della conserva di pomodori, ricordatevi che nell’ultimo anno, tra i grandi, siamo gli ultimi!
Giugno 2009/giugno 2010: Germania (3,7%), Usa (3,2%), Giappone (1,9%), Francia (1,7%), Gran Bretagna (1,6%), Italia (1,1%).
Non sono pronti i dati del secondo trimestre per il Canada, che però nel primo trimestre era già cresciuto dell’1,4%. Assolutamente fuori portata.
Questa sarebbe una notizia non relativizzabile, ma non esattamente funzionale alla politica di molti tg.
Questa è una notizia che non sentirete in tv se non siete frequentatori di Raitre o La7.

Se riportaste questo dato anche in giro con un risolino a chi vi dice che l’economia italiana va bene, mi fareste cosa gradita.

Un esempio, potreste dirgli/le: “Ah, c’è ancora qualcuno che crede ai Tg? Senti, fatti e facci un favore, vatti a informare su internet. Nei G7 siamo buoni ultimi in quanto a crescita! Continua pure ad essere preso in giro, prima o poi ti si accenderà lo special del coglione scritto sulla fronte e lo sapranno tutti che credi a questa banda di farabutti che ci governa e ai relativi paraninfi che si fanno chiamare giornalisti.
Se hai un po’ di coraggio, il giorno delle elezioni chiamami dicendomi chi hai votato.
Ecco il mio numero. Io mi scrivo il tuo nome: mi aspetto una tua telefonata, sennò guarda che chiamo io!”.
A costo di farmi odiare, io lo faccio.

Sono disposto a chiudere con chi non si accorge che rischio di rompere un’amicizia o conoscenza per delle ragioni profonde ed “incontestabili”, per dei motivi veri, per l’Italia.
Questo scarto nei normali rapporti umani non può essere solo l’esito di naturali differenze nelle convinzioni politiche.
Certe domande qualcuno se le dovrà porre!
“Perché costui mi tratta così male? Non eravamo amici? Non ci conoscevamo da una vita? Perché sembra odiarmi?”
Perché arrivati a questo punto vuol dire che mi devi delle spiegazioni sulla tua persistente ignoranza o idiozia anche di fronte all’evidenza, oppure me le devi sulla tua statura di essere umano e onesto!

di marco gattafoni

P.S.: Prove a carico (l’articolo l’avevo già scritto prima)

Tg2 ore 20:30, ieri.

Conduttore: “Dati sull’economia mondiale e sul ritmo di crescita del reddito nazionale. In testa la Germania, l’Italia ha avuto una crescita nel secondo trimestre di quest’anno dello 0,4%, la fiducia riprende fiato. Comunque gli italiani ricominciano a comprare casa”.

Servizio: “La crescita c’è, a trainarla è la Germania.
Si conferma la ripresa dell’economia nei paesi OCSE e la spinta arriva da Berlino con il risultato migliore dalla riunificazione del 1990. Fra aprile e giugno il Pil nell’area OCSE è aumentato del 2,8% rispetto allo stesso trimestre del 2009. In Germania la crescita da aprile a giugno è stata del 3,7% su base annua e 2,2% sul primo trimestre 2010. Uno sprint basato soprattutto sulle esportazioni. Bene anche la Gran Bretagna a +1,1% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Inferiore alle attese invece la crescita negli Stati Uniti e in Giappone.
Tra i sette paesi con le economie più avanzate l’Italia cresce dell’1,1% su base annua e dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, in linea con le stime fornite pochi giorni fa da Eurostat.
E a conferma di una ritrovata fiducia aumentano le richieste di mutui per la casa da parte delle famiglie italiane.
A marzo i finanziamenti erogati sono cresciuti dell’8% rispetto all’anno precedente grazie al calo del prezzo degli immobili e ai bassi tassi d’interesse”.

(e a confermare l’ottimismo, di seguito, ndr)

Conduttore: “Saranno notevoli i benefici in termini di stabilità finanziaria e di crescita derivanti dalle regole sul capitale bancario imposte dalle norme cosiddette di Basilea 3, lo ha dichiarato Mario Draghi…”.

La notizia che siamo ultimi, lontani dai penultimi fra i G7, per quanto riguarda la crescita è sfuggita.
La domanda che vi pongo è: voi a leggere le parole del Tg2 l’avevate intuito?
Sembra un trionfo, piuttosto. C’è crescita! C’è fiducia!
Si mettono a confronto il rapporto fra stime e risultati invece che i dati reali e si parla più dell’ultimo trimestre che dell’ultimo anno (Italia “in linea con le stime fornite pochi giorni fa da Eurostat”, “inferiore alle attese invece la crescita negli Stati Uniti e in Giappone” (per l’ultimo trimestre, ndr)) .
Anzi: non si mettono volutamente a confronto i dati annuali.
Eppure erano facilmente ricavabili e decisamente più significativi.

Quel “tra i sette paesi con le economie più avanzate” è usato per far associare inconsciamente l’Italia a un concetto positivo, peccato fra questi paesi l’Italia sia ultimissima!

Questa è la norma nell’attuale televisione degli schifosi ruffiani di regime.
Succede sistematicamente con i dati economici, come abbiamo visto, ma anche con gli atti dei processi a carico di Berlusconi e dei politici o sodali che ha personalmente scelto, elementi nominati per conoscenza o riconoscenza che vanno a comporre il nostro bel parlamento o sono comunque classe dirigente di questo disgraziato paese; succede con i problemi del territorio (pensate anche solo al diverso trattamento dedicato all’immondizia di Napoli e a quella di Palermo); succede con gli scandali da basso impero che ci espongono da tempo allo scherno internazionale, ma assurgono a tormentoni mediatici solo quando riguardano le scappatele di esponenti dell’opposizione (Sircana e Marrazzo).
Le omissioni, le dimenticanze (con i berlusconiani) e l’accanimento (con l’opposizione) nella tv di regime sono la regola, in Italia.
E’ ora che la questione assurga al titolo di vergogna nazionale.

Gran parte del nostro giornalismo e la creduloneria del nostro popolo sono le nostre attuali vergogne nazionali. All’estero della nostra creduloneria parlano tutti.
Conoscono Berlusconi, lo disprezzano e lo considerano per quel che è, un farabutto corruttore.
Non si capacitano della nostra povertà valoriale, però.

Per quanto riguarda il giornalismo asservito, spero infine che le colpe dei padri che svendono la loro autonomia ricadano un giorno sui figli, se questi, pur anagraficamente in grado di condannare pubblicamente l’operato dei loro genitori, non lo fanno.
Corrado, Sabrina e Caterina Guzzanti docent.

E ora chiamatemi pure intollerante.

Annunci
h1

Veline vecchio stampo e i “soliti froci” al Tg5

12 agosto 2010, giovedì


Ma com’è che ogni maledetta volta che mi tocca guardare il Tg5 succede qualcosa di disgustoso al suo interno?

Ore 20:25 di ieri. Il tg si interrompe per una dichiarazione di Berlusconi sulla non liceità di nuove maggioranze.
Un minuto.
La lettura, parola per parola, della dichiarazione di Berlusconi è durata quasi un minuto!
Immaginate la scena: il conduttore legge la velina governativa appena arrivata e questo comunicato dura “televisivamente” una vita!
Sinvergüenzas!

A seguire il servizio sull’allontanamento dei due omosessuali che si baciavano sulla spiaggia di Capocotta.
Si baciavano solamente? Stavano avendo un coinvolgimento superiore alla norma accettata (per due ragazzi dello stesso sesso)? Le solite verità contrapposte.
Tendo a considerarlo di relativa importanza. Fatti loro.

Nel servizio il commento è affidato alla ggente.
Risultato? Tanti gli intervistati, solo a uno non avrebbe dato alcun fastidio; gli altri, chi più, chi meno, si sarebbero detti facilmente turbabili da certi spettacoli.
Il senso era sempre questo: “se si mettono in mostra”, “se esagerano è giusto che vengano allontanati…”, “davanti ai bambini…”, etc etc.
Nota bene, nessuno sembrava essere stato presente al fatto, evidentemente riportato dal giornalista.
A proposito, quali erano le domande alle quali hanno risposto?
Non solo, quanto accaduto a Capocotta è accostato, verso la fine del servizio, all’allontanamento di una signorina a quanto detto colpevole di essere troppo sensuale mentre si spalmava la crema in topless.
E anche lì sterotipi sessisti alla “se la donna è bella, va bene se si mette in topless”.

Niente male per un telegiornale: nessuna importanza dedicata ai fatti, luoghi comuni a go-go, stereotipi, un trionfo!

Quanto di peggio potesse accadere dopo un (chissà, forse) atto discriminatorio: l’omofobia “passa”, “sfonda” in prima serata.
Il veicolo? La ggente.
L’ha detto la ggente, i giornalisti dal padrone sessista e omofobico non c’entrano niente.

Ordinaria amministrazione al Tg5.

di marco gattafoni


(sfuma…)
-Reprise-
Pareggiamo.
Sabato scorso, ore 22:30 della Notte rosa, una serata decisamente trafficata a Porto San Giorgio, ho visto due giovanetti in mezzo alla strada, appoggiati ad una macchina.
Le auto passavano a 10 all’ora per guardarli.
Lui, baciandola, le metteva mani sui seni e dentro altro.
Chissene? Sì, chissene!

Se anche i gay “svelati” si scoprisse tendono ad essere in proporzione meno riservati degli etero in quanto a effusioni in pubblico, questo lo si dovrebbe, a mio modesto avviso, a un sentimento di affermazione della propria identità in un contesto fortemente denigratorio, per molti paralizzante.
Passati i primi timori adolescenziali, anche io mi sarei goduto il mio amore meno convenzionale con maggior gioia e sentimento di libertà, e probabilmente non mi sarei mai limitato nei baci da dare al mio ragazzo.

Alcuni degli omosessuali post coming out credo si sentano cittadini liberati, come molta gioventù negli anni sessanta.
Credo si sentano persone ormai libere dal giogo dei valori imposti, libere dai moralismi che li vogliono segregati, nascosti, chiusi nei loro locali, lontani dagli occhi dei semplici, dei bigotti, dei poveri di tutto.

Quel genere di servizi giornalistici descritti sopra non sono però solo una questione di bigottismo e misantropia.
E’ una questione di potere, di deformazione, di esasperazione consapevole dei costumi degli italiani.
Di un Italia che si vorrebbe allineata verso il basso del qualunquismo, della banalità, del “lo dice la tv”, della maleducazione.

Servizi come questo, le persone che l’hanno pensato e montato, hanno contribuito come poche altre cose al decadimento culturale e politico degli ultimi venti anni.
Tutto il genere mediaset delle interviste per strada funziona da riaffermazione di valori, da rassicurazione del dio politico-mediatico alle convinzioni del proprio popolo, uomini e donne che non ho il timore di definire o culturalmente disagiate o eticamente deprecabili.

Tutto per fare il gioco del padrone, che sui disvalori della discriminazione e del pensiero istintivo dell’elettorato conta.
L’umanità delle sue televisioni, lontana mille anni dalla politica, è il mattone più effiace per le sue vittorie.
Il dipingere un’Italia dai costumi, pensieri, aspettative e ideali bassi, addirittura infimi, è questione strettamente funzionale al suo potere.

Per il potere politico ogni atto è lecito.
Sarebbe assurdo se ci fosse qualcuno che ancora se ne sorprende.
Lo sa bene e lo ripete con altre sfacciate parole il presidente emerito estremamente unto.
Pace, un giorno, all’anima fascista sua.

h1

I baci proibiti del Tg5 di Cristina Parodi

8 giugno 2010, martedì

la benestante moglie di Giorgio Gori
Per la prima volta dopo mesi ieri sera incrocio il Tg5 serale.

Ore 20:25, la giovane Cristina Parodi ci parla di “baci proibiti”.
Il servizio parte prendendo spunto dall’ennesima performance evidentemente antiomofobica fra attrici/cantanti d’oltreoceano dello stesso sesso, in questo caso Sandra Bullock e Scarlett Johansson, e di lì la carrellata dei precedenti e i commenti italioti di Nancy Brilli e Alba Parietti, contrarie alla “moda della trasgressione”.

Sorvoliamo, ma la spigliata Cristina Parodi ci dica cosa intendeva con la sorridente espressione “baci proibiti”.
Grazie.

marco gattafoni