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“Tutti pazzi per amore” è bellissimo. Ma perché ci piace?

15 dicembre 2008, lunedì


Vale tutti i film con Richard Gere o Julia Roberts messi insieme.
Cosa si può volere di più da una commedia romantica?
Io non saprei. Dico davvero.

Il soggetto ha un bell’appeal , multigenerazionale. E’ sopra tipo di tre livelli a I Cesaroni, che a voler fare un confronto rischia di sembrare davvero trash, banale.

La sceneggiatura qui è molto divertente, roba da due trovate al minuto. Il grande Ivan Cotroneo, già multi-premiato per varie sceneggiature e autore anche di vari spettacoli e programmi comici – molti di quelli con la Dandini, per esempio – è una sicurezza. E si vede. Speriamo solo che non scenda quando ci saranno le puntate di altri sceneggiatori.
L’architettura l’ha creata proprio Cotroneo. E’ solida. Credo che reggerà.

E’ girato bene – ottima la regia di Riccardo Milani -, belle trovate, gran ritmo, fotografia ineccepibile, personaggi credibili e interessanti, tutto viaggia che è una meraviglia. Non c’è una virgola di volgarità.

E poi un cast stellare. Devono averci creduto a questo prodotto. Avranno investito un botto solo per gli attori.
Tralasciamo per un attimo i due protagonisti.

Un Neri Marcorè che è sempre un piacere, Carlotta Natoli (Distretto di Polizia), la splendida Francesca Inaudi (La bestia nel cuore, L’uomo perfetto, 4-4-2), Irene Ferri, varie volte protagonista in fiction e film negli ultimi dieci anni, Sonia Bergamasco (La meglio gioventù), Corrado Fortuna (My name is Tanino), due grandi “vecchi” come Luigi Diberti e una odiosa riuscitissima Piera degli Esposti e poi tutti, ma proprio tutti bravi bravi.
Pensate c’è anche Carla Signoris e il grande Giuseppe Battiston che fanno un coro sui generis davvero centrato.
E vi assicuro che è un’impresa trovare un coro che non stia come i cavoli a merenda.

Ed Emanuele, il figlio del personaggio di Stefania Rocca, è un ruolo difficilissimo, a recitarlo si rischia davvero di cadere nel fastidioso, e invece Marco Brenno lo rende perfino interessante. Ci ho quasi creduto, ieri, che volesse una mamma nordeuropea, anaffettiva.

Ora mi spiace non citare tutti, ma è proprio un bel prodotto. Non sfigura nessuno.

Parlano tanto dell’elemento musical, ma una canzone in playback ogni ora non sposta di niente la natura piacevolmente grottesca, verde insistito della recitazione. E’ una virgola che fa scivolare ancor più nel sogno.
Vivono in un mondo di favola. E ci sono gli amori come dovrebbero essere. Ideali, sofferti, puliti, ingenui. E’ tutta fantasia, è fiction un po’ meno realistica del solito.
E’ tutto plausibile, ma assurdo. Un assurdo piacevole come in un film di Frank Capra.

E’ un inno all’amore (a trovarne di Laure Del Fiore libere!), e si parteggia per la coppia, per le coppie. Per le emozioni dei protagonisti.
Perché i caratteri dei personaggi protagonisti sono cosa rara.

Siamo noi. Sono quelli che vorremmo essere. L’identificazione è immediata, desiderata, necessaria.
Stefania Rocca – bravissima – è la fidanzatina di Peynet.
Vi ricordate un personaggio femminile più delizioso, più ineccepibile?
Sì, mi direte voi, ma vuoi mettere una donna con delle imperfezioni del carattere, con un fuoco dentro!?
E invece io insisto.
Colta, buona, calma, appassionata, timida, intelligente e bella per dire bella. E si innamora di un ideale di uomo.
Di un brutto bellissimo. Di pollicione!
Il personaggio di Emilio Solfrizzi è geniale.
Empatia a mille ieri sera (seconda puntata).
Mi ha fatto davvero impazzire. E’ stato proprio espressivo, mai banale.
Basta avere un Solfrizzi in cast e mezzo film lo porti a casa. Ma bisogna sceglierlo!

E’ il suo solito personaggio, questo sì, ma sembra più curato, più denso.
E metteteci pure che in questo lavoro fa il figo. Una brava persona che piace alle donne. Proprio fiction, mi direte.
Ma sì, sogniamolo la domenica sera.

E’ buono, è rispettoso, è passionale, è cauto, si imbarazza a guardare la figlia senza reggiseno e di spalle, cosa che non avrei mai pensato mi avrebbe emozionato: ma questo Tutti pazzi per amore è così.
Una sorpresa dopo l’altra.

Una risata, un sorriso, un colpo al cuore, un ricordo che ti prende durante la puntata e non ti lascia più.
-_-.

di marco dewey

E voi che ne pensate?

Tutto il mio amore per “Tutti pazzi per amore”. Il bilancio finale. Emanuele e Cristina si amano, altro che fratelli.
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