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Altro incidente sulla Castiglionese

19 gennaio 2009, lunedì

Questa volta è un pullman di studenti ad andarsene di sotto da qualche parte lungo la Castiglionese.

Oggi, attorno alle 14:30, una corriera che veniva giù da Fermo verso Porto San Giorgio si è ribaltata lateralmente, probabilmente fermata dalle numerose canne che sulla destra – per fortuna – salvano da scollinamenti ben più pericolosi (e credetemi, lo dico per esperienza: nello stesso tratto, diciassette anni fa, in una notte velata da una pioggerellina, un mio carissimo e neopatentato amico, ha pensato bene di immunizzarmi dalle future tentazioni di guida sportiva su strada provinciale. Risultato: ribaltamento con imprecazioni).

Ci sarebbero una quindicina di feriti lievi e un paio di codici gialli.

Queste cose succedono quando chi guida mezzi di quella grandezza e più in generale chi trasporta passeggeri o comunque guida un’auto, non è conscio dell’estrema pericolosità di quella discesa e più genericamente del trasporto su gomma.
A causa dei recenti lavori di manutenzione e “messa in sicurezza” della Castiglionese, la gente ha notevolmente velocizzato i tempi di percorrenza, ampliando così le occasioni di pericolo in una discesa molto stretta, tutta flessi e curve cieche, che ha già mostrato di nuovo quei segni di cedimento poco dopo Fermo, che ne avevano appunto imposto la miglioria del fondo stradale di cui sopra.

Mi arrivano notizie ufficiose proprio ora, 17:30, che al Torrette di Ancona sia andato solo un ferito, e che il Pronto Soccorso di Fermo sia ancora pieno di contusi, un trauma cranico, una frattura al braccio o alla spalla, un sospetto spappolamento della milza che sembra rientrato, una total body TAC da fare e, insomma, ancora tanto lavoro per i medici di Fermo, che sono ancora sotto allarme.
Allarme rientrato invece per gli infermieri fuori servizio, inizialmente fatti accorrere in ospedale a sostegno dei loro colleghi.

Sono ipersensibile al problema incidenti stradali, ché ho perso un amico e quasi perso la giovinezza sulla strada.
Ho provato per ben tre volte, da passeggero trasportato, la terribile emozione di un cappottamento. La vita davanti. Il dolore.
Vorrei che chiunque andasse per strada, con o senza passeggeri, fosse conscio di quanto potere ha. Potere di vita e di morte.
E di infelicità.

di marco dewey

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