Archive for the ‘corsivi politici’ Category

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Berlusconi pronto a rivelare i siti delle centrali nucleari a dieci giorni dal voto per le regionali 2010. O no?

16 marzo 2010, martedì

Pare che Berlusconi abbia oramai deciso. E’ solo, ha contro gran parte dei suoi colonnelli e tutta la Lega Nord, ma ha in cuore un solo pensiero: lo deve a tutti quelli che ancora guardano a lui con ammirazione.

Nello sforzo verso un rapporto improntato sempre più alla chiarezza di intenti con i propri elettori, il Presidente del Consiglio pensa di rendere noti al più presto i nuovi siti nucleari italiani.

La localizzazione delle centrali è questione oltremodo scottante: tutti sanno che nelle regioni in cui saranno ubicate, le rivelazioni significheranno sconfitta quasi sicura alle elezioni.

Comunque sarà, la base del partito sembra essere vicina a qualunque decisione il premier voglia prendere.
I blogger di centro-destra, che di Berlusconi apprezzano soprattutto la schiettezza,  la sincerità, l’onestà intellettuale e l’integrità da uomo di Stato di altri tempi, nonostante le inevitabili ricadute sugli esiti delle regionali, sono piacevolmente sorpresi da questa notizia.
Lo sforzo di chiarezza con tutti i cittadini, beh, questo è proposito di cui poter davvero andare fieri.

Un argomento che si pensava voler defilato, ma che interessa la popolazione, torna ad essere al centro della discussione preelettorale, nonostante l’evidente scivolosità. Tanto di cappello!

Questione, quella nucleare, che -devo ammettere- noi di centro-sinistra pensavamo essere il monumentale esempio dell’ipocrisia di chi ci governa, che sceglie deliberatamente di mentire ai propri elettori.

Nessuno dei candidati presidente del centrodestra –pur essendo tutti o a favore del nucleare o silenti a riguardo– finora ha affermato o negato che ci saranno centrali nelle regioni di loro pertinenza, a parte la Polverini, che afferma che non ci saranno nuove centrali nucleari nella sua regione (a Montalto di Castro consideratevi pure condannati).

Ora, sapendo che il vecchio nucleare che ha in mente l’Italia si farà come minimo in almeno un paio delle regioni italiane, fino ad  ora qualcuno evidentemente stava mentendo.
O i governanti, mentendo o sottacendo la verità ai loro candidati sul posizionamento delle centrali, oppure i candidati ai loro elettori.
Ci sarebbe una terza ipotesi, quella che i siti non sarebbero ancora stati individuati nemmeno in linea di massima, ma a questa terza ipotesi può solo far comodo credere, lo sa anche Silvio.

Berlusconi pare voglia sanare questo vulnus alla correttezza di rapporti con i propri elettori e sodali che deve contraddistinguere ogni buon amministratore: sanarlo svelandoci la verità sui nuovi siti.

Per una volta apprezzo anche io il piglio decisionista e l’estro politico del capo del governo. Complimenti, Silvio. E grazie.
Attendo con fibrillazione i nomi delle località papabili sperando di non viverci troppo vicino.

Fa’ presto!
Ne va del tuo speciale rapporto con gli italiani.
Si fidano di te, della tua onestà e liberalità, dell’abnegazione che dimostri per il bene del paese, tu fidati della risposta degli italiani al nucleare sotto casa.

Avresti comunque ancora una decina di giorni per spiegare loro che i problemi alla salute per chi abiterà vicino agli impianti saranno compensati da sgravi al costo dell’energia localizzati intorno a quelle aree.
Bonne chance.

di marco gattafoni

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Quaestio publica ad Alessandro Gilioli su Matteo Orfini

24 novembre 2009, martedì


Oggi, ore 20:43, interruzione pubblicitaria di La7, giro sul Tg2 senza troppe aspettative.
Bersani presenta la sua squadra, tanti giovani, sei uomini e sei donne. Parla una trentenne e poi un certo Matteo Orfini.
Faccia nota, mi pare. Ma sì, stesso finto horror vacui nella mente, stessa finta melensaggine che vuol sembrare inoffensiva, stessa ignavia etica. E’ lui.
La mente ritorna a quel 6 settembre a Pesaro.

Alessandro, ti ricordi? Ti ricordi? Ti ricordi?

Di grazia, come è possibile? Per quali assurdi meccanismi quel giovane vecchio sarà nella segreteria del partito?

di marco dewey

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Tanta fortuna a te, idiota mio, leghista, postfascista o berlusconiano che tu sia.

23 novembre 2009, lunedì


Ho visto gente malvestita con Twingo scassate del 1994 fieri del loro Giornale fresco di stampa sul sedile a fianco del guidatore.
Anziani dalle dentature completamente sgarrupate citanti frasi di Berlusconi convinti che a L’Aquila lo adorino.
Operai senza cassa integrazione, costretti a girare in bicicletta, che pensano ancora che il governo farà qualcosa per loro.

La domanda allora arriva puntuale nella mia mente: certe persone fino a che punto possono arrivare?

Capisco le implicazioni ormai intimamente culturali di una propaganda televisiva quasi maggiorenne, conosco pure le attuali difficoltà dell’opposizione, ma quando la miseria ti punge nell’intimo e l’evidenza di un governo che avrebbe tutti i numeri per muoversi, finora se n’è infischiato di te e invece si è occupato di pararsi le terga dalla giustizia, soccorrere chi ha esportato i soldi all’estero e di qui a breve ti farà lievitare di circa il 40% il costo dell’acqua, ti dovrebbe scattare quella scintilla propriamente umana che a molti fa trarre semplici inferenze da elementi dati.

Se la scintilla non arriva, vuol dire che sei entrato nel terreno paludoso e fosco dell’idiozia.
E allora tanta fortuna a te, idiota mio, leghista, postfascista o berlusconiano che tu sia.
Giusto quella.

di marco dewey

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Se vincessi una medaglia a Pechino

7 agosto 2008, giovedì


Appena scoppiato il caso Meloni-Gasparri-Coni mi sono chiesto come mi comporterei io se vincessi una medaglia a Pechino.
Ricordo brevemente i fatti per i meno attenti.
Gasparri, che si definisce da sé, e subito dopo il ministro della gioventù, l’algida, sempre triste e vagamente mortifera Giorgia “Mercoledì Addams” Meloni, invitano gli atleti a compiere gesti di dissenso contro le violazioni cinesi dei diritti umani.
Dimentico, con notevole difficoltà, il fatto che l’ipocrisia di questo discorso tocchi vette imbarazzanti, come giustamente fa notare il Presidente del CONI Petrucci: che si chiedano (ad altri) atti che attengono alla propria coscienza quando la classe politica e in particolare il partito a cui si appartiene non riesce o non ha il coraggio di compiere!
Tipico di questa nostra destra arruffona e arraffona, cruenta nei toni solo contro le dittature soft che rimandano anche solo per ragioni storiche al comunismo, dominante, prepotente e sfacciata con i deboli e i sottoposti, indulgente verso se stessa, lecchina col superiore.

Dimenticando (si fa per dire) tutto questo mi butto in acqua e mentre nuoto mi faccio quella domanda di cui sopra: come mi comporterei, che gesto farei se vincessi una medaglia a Pechino?
Posso darla vinta a Gasparri?
Sono abbastanza forte da sopportare il pensiero di milioni di italiani che per quei pochi minuti che mi separeranno dalle interviste mi crederanno filogovernativo? (brrr!)
Mentre l’acido lattico comincia a farsi sentire e rendere un po’ scomposta la mia nuotata il lampo.
Mi immagino avvolto nel tricolore.
Con un cappello da carabiniere.
Una mano è sul cuore.
L’altra è un pugno alzato e al polso delle manette che mi legano al pupazzo del Berlusca*.

di marco dewey

*Il pupazzo del Berlusca non è come si può pensare Cicchitto, Gasparri, Fini, Schifani, Elio Vito, Bondi, Alfano, Vespa o Mentana. Si tratterebbe proprio di un pupazzo con le fattezze del Berlusca. Era giusto precisare vista l’ambiguità dell’espressione.
Abbasso la Cina, comunque.
E buone Olimpiadi a tutti.

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Brutti idioti criminali (ovvero, sfogo scomposto pieno d’odio contro il cielo)

27 giugno 2008, venerdì


Io sprofonderei sotto il peso della vergogna fossi stato un elettore PdL.
Qui invece sembra che nessuno di questi brutti idioti criminali si sia pentito del suo gesto.
I sondaggi sono ancora tutti dalla parte del premier.
Se non bastano l’abuso scandaloso del Parlamento per ragioni personali, le nuove intercettazioni che sei mesi dopo lo scandalo riaprono il vulnus su cui si basa questo governo, ossia le manovre per “comprare” il ribaltone e la provata unione di intenti fra Rai e Mediaset, e poi ancora le leggi speciali per la mobilitazione dell’esercito in alcune città per supposte ragioni di sicurezza (fossi un poliziotto o un carabiniere me la legherei al dito) e nemmeno l’onta di una grave e subdola schedatura dei bambini di un’etnia discriminata da sempre proprio perché considerata asociale, indi per cui “facile” da discriminare, mi sa che bisognerà aspettare solo un default per guardare alle elezioni con delle speranze.
Ho usato l’espressione “grave e subdola schedatura” perché al di là delle motivazioni di facciata e dell’insensibilità dimostrata nei confronti di decine di migliaia di giovani rom e del possibile trauma che questa schedatura arrecherà loro, è chiaro che fra gli intenti, vista l’aria che tira, c’è soprattutto quello del ritorno politico.
Un ritorno politico che passa vigliaccamente sopra la pelle e l’anima di giovani individui.

Io considero il votante PdL un criminale alla stessa stregua della maggiorparte dei loro eletti, un nemico delle conquiste morali e civili che da secoli la civiltà occidentale ha riconosciuto sulla carta e che invece tutti i regimi antidemocratici come il fascismo, il nazismo, il comunismo e l’imperialismo americano (soprattutto fuori dal suo territorio) hanno fatto di tutto per disattendere e sporcare.
Facciamo così: mi vergogno io per tutti voi, brutti idioti che non siete altro.

Viva l’Italia.

di marco dewey

APPENDICE