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Veline vecchio stampo e i “soliti froci” al Tg5

12 agosto 2010, giovedì


Ma com’è che ogni maledetta volta che mi tocca guardare il Tg5 succede qualcosa di disgustoso al suo interno?

Ore 20:25 di ieri. Il tg si interrompe per una dichiarazione di Berlusconi sulla non liceità di nuove maggioranze.
Un minuto.
La lettura, parola per parola, della dichiarazione di Berlusconi è durata quasi un minuto!
Immaginate la scena: il conduttore legge la velina governativa appena arrivata e questo comunicato dura “televisivamente” una vita!
Sinvergüenzas!

A seguire il servizio sull’allontanamento dei due omosessuali che si baciavano sulla spiaggia di Capocotta.
Si baciavano solamente? Stavano avendo un coinvolgimento superiore alla norma accettata (per due ragazzi dello stesso sesso)? Le solite verità contrapposte.
Tendo a considerarlo di relativa importanza. Fatti loro.

Nel servizio il commento è affidato alla ggente.
Risultato? Tanti gli intervistati, solo a uno non avrebbe dato alcun fastidio; gli altri, chi più, chi meno, si sarebbero detti facilmente turbabili da certi spettacoli.
Il senso era sempre questo: “se si mettono in mostra”, “se esagerano è giusto che vengano allontanati…”, “davanti ai bambini…”, etc etc.
Nota bene, nessuno sembrava essere stato presente al fatto, evidentemente riportato dal giornalista.
A proposito, quali erano le domande alle quali hanno risposto?
Non solo, quanto accaduto a Capocotta è accostato, verso la fine del servizio, all’allontanamento di una signorina a quanto detto colpevole di essere troppo sensuale mentre si spalmava la crema in topless.
E anche lì sterotipi sessisti alla “se la donna è bella, va bene se si mette in topless”.

Niente male per un telegiornale: nessuna importanza dedicata ai fatti, luoghi comuni a go-go, stereotipi, un trionfo!

Quanto di peggio potesse accadere dopo un (chissà, forse) atto discriminatorio: l’omofobia “passa”, “sfonda” in prima serata.
Il veicolo? La ggente.
L’ha detto la ggente, i giornalisti dal padrone sessista e omofobico non c’entrano niente.

Ordinaria amministrazione al Tg5.

di marco gattafoni


(sfuma…)
-Reprise-
Pareggiamo.
Sabato scorso, ore 22:30 della Notte rosa, una serata decisamente trafficata a Porto San Giorgio, ho visto due giovanetti in mezzo alla strada, appoggiati ad una macchina.
Le auto passavano a 10 all’ora per guardarli.
Lui, baciandola, le metteva mani sui seni e dentro altro.
Chissene? Sì, chissene!

Se anche i gay “svelati” si scoprisse tendono ad essere in proporzione meno riservati degli etero in quanto a effusioni in pubblico, questo lo si dovrebbe, a mio modesto avviso, a un sentimento di affermazione della propria identità in un contesto fortemente denigratorio, per molti paralizzante.
Passati i primi timori adolescenziali, anche io mi sarei goduto il mio amore meno convenzionale con maggior gioia e sentimento di libertà, e probabilmente non mi sarei mai limitato nei baci da dare al mio ragazzo.

Alcuni degli omosessuali post coming out credo si sentano cittadini liberati, come molta gioventù negli anni sessanta.
Credo si sentano persone ormai libere dal giogo dei valori imposti, libere dai moralismi che li vogliono segregati, nascosti, chiusi nei loro locali, lontani dagli occhi dei semplici, dei bigotti, dei poveri di tutto.

Quel genere di servizi giornalistici descritti sopra non sono però solo una questione di bigottismo e misantropia.
E’ una questione di potere, di deformazione, di esasperazione consapevole dei costumi degli italiani.
Di un Italia che si vorrebbe allineata verso il basso del qualunquismo, della banalità, del “lo dice la tv”, della maleducazione.

Servizi come questo, le persone che l’hanno pensato e montato, hanno contribuito come poche altre cose al decadimento culturale e politico degli ultimi venti anni.
Tutto il genere mediaset delle interviste per strada funziona da riaffermazione di valori, da rassicurazione del dio politico-mediatico alle convinzioni del proprio popolo, uomini e donne che non ho il timore di definire o culturalmente disagiate o eticamente deprecabili.

Tutto per fare il gioco del padrone, che sui disvalori della discriminazione e del pensiero istintivo dell’elettorato conta.
L’umanità delle sue televisioni, lontana mille anni dalla politica, è il mattone più effiace per le sue vittorie.
Il dipingere un’Italia dai costumi, pensieri, aspettative e ideali bassi, addirittura infimi, è questione strettamente funzionale al suo potere.

Per il potere politico ogni atto è lecito.
Sarebbe assurdo se ci fosse qualcuno che ancora se ne sorprende.
Lo sa bene e lo ripete con altre sfacciate parole il presidente emerito estremamente unto.
Pace, un giorno, all’anima fascista sua.

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One comment

  1. Un’Italia incapace di muoversi senza la rassicurazione di Maria del Filippi e Jerry Scotti.

    Le interviste alla ggente sono il mezzo più subdolo che esista per annientare la capacità di pensiero libero.



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