Archive for febbraio 2010

h1

Monica Setta senza vergogna. Al Fatto del giorno usa i bambini non nati contro Emma Bonino. Bella la campagna elettorale pro Polverini nel Lazio.

9 febbraio 2010, martedì


Quando in una trasmissione nazionale del primo pomeriggio di Raidue, una delle candidate a presidente alla regione Lazio, intervistata da una conduttrice finto amicona, si trova a dover rispondere a questa domanda: “Lei ha confermato che in passato ha aiutato delle donne ad abortire. Lo rifarebbe?” (pronunciata con faccia fra il compassionevole e lo schifato, la faccia della persona perbene che alla fine trova qualche peccatore da compatire e di cui parlare alle amiche, per intenderci),  e continua a battere sul tasto con una seconda: “E quei bambini che non sono nati?” (oppure una cosa tipo “non pensa ai quei bambini che non sono nati!?”) (sempre con la stessa espressione, ma stavolta virante verso la nuance beatitudini), vuol dire che c’è qualcosa di veramente malato nel sistema, che un giornalista si può permettere tutto, beninteso, se sa essere cosa gradita al padrone.

Conosciamo molto bene Monica Setta.
Vuole favorire qualsiasi cosa berlusconiana dia segni di vita e quindi anche Renata Polverini.
Stavolta aveva davanti Emma Bonino, sapevo già non avrebbe resistito, l’occasione per acquisire crediti di fedeltà alla corona era troppo ghiotta.
Con la prima domanda ha voluto avvisare che questa candidata più di trentadue anni fa ha aiutato a commettere azioni ambigue, un tempo reato.
Additava, insomma.
Ventilava immoralità confessionale, ma con sottigliezza.
Il senso era più o meno questo: “Sappiamo che sei per la libertà di uccidere della donna, ora lo ripeti davanti a tutte le signore in ascolto”.
Conoscendo bene la Setta, il giochino ci stava.

E’ la frase successiva che ci racconta, però, meglio in che milieu mediatico stiamo vivendo.
E’ il parlare dei bambini mai nati. Questo sì, è un colpo basso.

Ci preme ricordare alla Setta e alla popolazione tutta che la legge 194/78 è una conquista di civiltà in risposta a un bisogno reale che le donne avevano e hanno e che tuttora “risolverebbero” mettendo in pericolo la loro vita.
E’ ormai legge dello Stato da molto, molto tempo, e giusto il Vaticano mette in forse la sua sopravvivenza; certo, in questa italietta ignorante è facile denigrare una figura pubblica in salsa pomeridiana, “e tutti quei bambini che per colpa sua non sono nati?”, sembrava dire la Setta.
Questa sì che è abiezione!

Sarebbe un terreno, invece, nel quale ognuno di noi dovrebbe fare un passo indietro e rispettare il diritto al dolore e alla tragedia di ogni donna che a malincuore decide di rinunciare a un figlio.
Quando si compie un atto così innaturale, i motivi dovrebbero essere perlopiù accettati (fatti salvi gli obblighi di legge) e gli amici della donna accompagnarla in questa scelta con un ascolto rispettoso delle sue ragioni.

La conduttrice de Il Fatto del giorno non si può permettere di praticare del conformismo teocon contro una donna integerrima, di giudicarla eticamente discutibile durante una campagna elettorale così importante, quando per giunta non può nemmeno risponderle come meriterebbe.
E soprattutto non si dovrebbe permettere di condannare implicitamente anche migliaia e migliaia di donne di cui non conosce nulla: passato, presente, ragioni, per la miseria!

Ve la dico tutta. Per quanto mi riguarda, penso di aver assistito ad una caccia alle streghe vetero-maschilista davvero subdola.

Un politico donna rischia di suo e in coscienza per aiutare altre donne in quello che lei pensa essere un diritto -che infatti, di lì a poco, sarebbe stato riconosciuto loro come tale anche in Italia- e una giornalista al servizio del potere, veramente indecente in quanto a paraculaggine, le fa in Tv la morale cattolica del bambino che sarebbe potuto essere e non è stato, dimostrando così di disapprovare la libertà di autodeterminazione del genere a cui desolatamente appartiene!

Questa lacchè senza scrupoli come si è permessa di fare la parte della timorata di Dio!?
Si può essere più ipocriti?

Il Cristianesimo sobrio di Monica Setta.

Riguardo le domande di cui sopra, Emma Bonino ieri ha risposto rispettivamente “Lo rifarei per toglierle dalle mani delle mammane, per non farle ricorrere al prezzemolo…” e “Questa è una decisione che spetta alle donne!“, e l’ha fatto con incredibile calma e classe.
Brava, Emma.
Sapevi che avrebbero giocato la vil carta antiabortista, ma non che fra i loro accoliti il viso, il tono e le parole di una giornalista compiacente arrivasse perfino a disconoscere e banalizzare in Tv un diritto per cui tu e tanti altri avete combattuto anni anche per chi -come lei- non se lo meriterebbe.

Usare l’immagine di un bambino mai nato per ignobili scopi elettorali racconta l’immensa desolazione interiore di certa gente e il tutto fa anche un po’ pena.
Ecco, questa gente e chi le crede mi fa pena!
Essere di destra nel 2010 in Italia vuol dire accettare queste ignominie, tenetelo bene a mente.

Tocca alle donne laziali far vedere ora da che parte stanno.
Gli uomini e la loro ipocrisia li conosciamo.

di marco gattafoni

P.S.: A proposito, Monica, anche io ho aiutato una mia amica ad abortire; esercitare quello che era diventato un suo diritto districandosi fra tutti quei medici che per motivi di carriera diventano obiettori di coscienza non è stato facile nemmeno nel 2004, tranquilla.

h1

L’avvocato Taormina da Cruciani (la zanzara di Radio 24), ovvero di un altro fulmine andando a Damasco

4 febbraio 2010, giovedì


Ieri sera la zanzara di Radio 24 Giuseppe Cruciani nulla ha potuto, interventi alla “mi faccia fare l’avvocato del diavolo” a parte, contro le parole dell’ex terribile avvocato Carlo Taormina, che dice di aver avuto una crisi morale e da un certo momento in avanti non se l’è più sentita di avallare le scelte di Berlusconi.

Sostiene che non è più una democrazia quella italiana.
E il Cruciani: “Eeeehhh!”
“No -dice-, un paese in cui comanda solo uno, in cui i politici eletti sono nominati direttamente dal capo e non c’è un minimo di democrazia nel partito principale, lei lo considera democratico?”.

Dopo varie altre accuse alla condotta del Governo e all’umiliazione degli eletti impegnati a proteggere Berlusconi più che a pensare ai problemi dell’Italia, all’ignoranza di chi si occupa -poi- di queste sue faccende giudiziarie, con interventi assurdi come quello del processo breve oppure del legittimo impedimento definito “palesemente incostituzionale”, si lascia proprio andare, arrivando a definirli “vergogna dell’umanità”.

Un mio caro amico mi ha chiamato iersera, mi fa “ma l’hai sentito? E pensare che solo qualche anno fa era il primo fra i pasdaran alla corte di Arcore. Incredibile, ascoltarlo mi ha fatto felice”.

Eh già, che uno dei fattori del crollo del berlusconismo sarà l’avanzare dell’età (con la conseguente naturale contrazione dei desideri) dei difensori della “rivoluzione”, di chi sa tutto del sistema di lavoro e dei valori che sottendono quelle scelte e non ne può più di doverle giustificare con parenti, amici e con la propria coscienza, l’avevo immaginato.
Guzzanti e Facci sono solo i penultimi. Altri ne arriveranno.

In molti sono stati esclusi dal gioco perché critici. Come si dice, colpirne uno…
Taormina in trasmissione ci ricorda Martino e Pera.
Questi oppure altri, pur cercando in qualche modo di giustificare il loro operato, aiuteranno gli storici a parlare seriamente di questo ventennio. In molti vorranno ripulirsi la coscienza, appunto, e questo è un bene.
Nessuno storico serio ignorerà queste voci.
L’inverno del diritto e della nazione tutta verrà fuori chiaramente, alla faccia di quella cloaca che è diventato il giornalismo italiano di regimetto.
Solo questo pensiero mi consola.
Gli interessi che reggono questo sistema di ricatti incrociati si scioglieranno poco a poco, purtroppo, ma la fine è comunque a portata di sogno.

Berlusconi andrà in crisi anche a causa di questi novelli uomini e donne, persone che in un certo momento della loro vita arriveranno ad avere in mano ambizioni capaci di reggersi sulle loro gambe.

Eh sì, signori, la storia finalmente tornerà a trionfare sulla cronaca, alla faccia di quel leccaculo di Cruciani: “Mi faccia fare l’avvocato del diavolo: forse è la voglia di vendicarsi che le fa dire queste cose?”.
E Taormina, molto lucido e critico con l’andamento personalistico della politica berlusconiana per tutto il tempo dell’intervento: “Lei guardi i fatti”.
A tal proposito, resteranno nella storia le sue parole riguardo le richieste di Berlusconi di pararsi sul piano legislativo-giudiziario: “So come funziona, perché prima queste cose le chiedeva a me”.

di marco gattafoni

P.S.: Ops, dimenticavo, bisogna anche ammettere che nell’occasione l’avvocato presenta il suo nuovo movimento politico Lega Italia. L’ha fatto molto sommessamente, cinque secondi in tutto.
Furbo, ma da apprezzare.