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Sabato 5 dicembre sarò al No-B Day a Piazza San Giovanni come Veltroni. Col cuore.

3 dicembre 2009, giovedì


Non sarò a manifestare al No-B day a Roma non perché non me ne freghi niente di come vanno le cose in Italia.

Non perché non abbia ben chiaro che tipo di priorità hanno, per la destra tutta, i bisogni dei diversamente vivi, dei diseredati, dei lavoratori e degli uomini e delle donne di cultura di questo belpaese del menga.
E quando dico tutta la destra intendo Fini compreso: facile fare lo splendido ed ergersi di quel po’ da quella gran feccia di ‘Gnorsìsissignore’, da terza carica dello Stato e ora che Berlusconi è sempre più in difficoltà per i processi e le nuove accuse a carico, vero?

Non sarò a Roma non perché abbia voglia di restarmene con il culo al caldo in questo inizio rigido di dicembre.

Non ci sarò non perché non voglia dare forza alla cultura popolare e di sinistra più vera, che è la cultura dell’ascolto, dell’attenzione agli altri (a tutti gli altri del mondo), del progresso civile e sociale, della legalità. La cultura della gente che scende in piazza viaggiando spesso centinaia di chilometri a proprie spese per difendere i propri diritti.

E nemmeno perché sono del Pd e non gradisca la piattaforma, a dir la verità, un po’ esile della manifestazione.

E’ solo che sono di turno e non v’è modo di uscirne.
Un abbraccio sentito a chiunque sacrificherà tempo e denaro per esserci.
Grazie, grazie, grazie!

di marco dewey

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2 commenti

  1. Trovo abbastanza strano l’atteggiamento del Pd riguardo a questa manifestazione nata dal basso e che vuole unire.
    Vorremmo vedere il più importante dei partiti dell’opposizione sempre al nostro fianco, senza se e senza ma e invece…


  2. Chiunque mi conosca o abbia avuto modo di fare un giro in questo sito in questi mesi conosce il mio amore per il progetto e i valori del partito democratico e anche i miei non peregrini dubbi verso la mozione Bersani, che non si tradurranno mai in ostilità acritica.

    Questa la nota di Pier Luigi Bersani di ieri sera:
    “Guardiamo con speranza alla manifestazione di sabato. Tutti lavorino per un progetto efficace di alternativa.
    Vedo nella manifestazione di sabato la possibilità che prendano voce nuovi protagonisti della democrazia capaci di dare il loro libero e autonomo contributo alla difesa dei valori fondamentali della Costituzione, di fatto sviliti e deformati dalla destra guidata da Berlusconi.
    Come più grande partito dell’opposizione vogliamo impegnarci ancora di più sia nella denuncia e nel contrasto alla leggi ad personam sia nel rendere più evidente agli italiani come dieci anni di governo di Berlusconi abbiano portato guasti profondi nella nostra vita democratica senza portare nulla di buono alle condizioni sociali dei cittadini. Lo si vede oggi nella crisi economica che stiamo vivendo e che non ha risposta alcuna nelle politiche del governo.Su questo il PD si mobiliterà durante il mese di dicembre in tutti i luoghi del Paese.
    Noi guardiamo con speranza alla manifestazione di sabato, una manifestazione di cittadini e non di partiti, e, nell’assoluto rispetto dell’autonomia del movimento che tutti devono garantire, militanti e dirigenti del nostro partito parteciperanno. Per noi la cosa più importante è che tutte le forze politiche e i movimenti che si oppongono al centrodestra trovino l’unità sufficiente per dare forza e credibilità all’apertura di una fase nuova nella vita del Paese.
    Tutti devono dare una mano ad unire e non a dividere.
    Tutti devono lavorare perché l’esigenza di cambiamento che si esprime in forme nuove nel Paese diventi una riscossa civica e democratica e un progetto efficace di alternativa alla destra di Berlusconi”.

    Ricordo benissimo la prima volta che ho letto di questa manifestazione del 5 dicembre. “Oddio -ho pensato-, una manifestazione organizzata da non si sa chi. Chissà come verrà. Se ad organizzare manifestazioni si mettono pure le persone qualunque, assisteremo di sicuro a una degenerazione inflativa del loro significato. O è fatta bene -in relazione alla portata delle richieste e dei vessati di turno- oppure è meglio non farla”.
    Queste cose le penso ancora, il rischio inflativo in manifestazioni “dal basso” è sempre dietro l’angolo.

    C’è da capire il Pd.
    Questa voleva essere una manifestazione apartitica, no?
    E allora perché esigere l’adesione di un partito in quanto tale? Avrebbe forse dovuto attivare i suoi mezzi? Metterci la faccia? Eh no. L’adesione doveva essere personale.
    La faccia e i mezzi per la manifestazione li ha già messi Tonino il Mazzulatore, che per tristissime esigenze di equilibri elettorali SEMPRE interni al centro-sinistra, per cui non esattamente cogenti, non esita a cercare di distruggere il partito con cui dovrebbe invece costruire qualcosa per l’Italia.
    E uno di sinistra stanco del Pd per alcune sue posizioni relativamente marginali dovrebbe votare questo irresponsabile ed autarchico signore molisano? Mah.
    Forza e coraggio, democratici.



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