Archive for dicembre 2009

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Odio la zanzara Giuseppe Cruciani

31 dicembre 2009, giovedì


A Radio 24 martedì scorso -così come la sera prima- la zanzara Giuseppe Cruciani era intento a sminuire i vari testimoni oculari che raccontavano dei disastri che il generale inverno stava combinando nel settentrione, quando -attorno alle 20:10- un ascoltatore racconta di un vecchio sermone di Celentano contro il nucleare, riproposto non so dove.

La zanzara, col solito tono “io so’ io, voi nun siete un cazzo”, spara una specie di “Celentano parlava di morti di cancro, che poi con le centrali nucleari non c’entrano nulla”.
Lì ho spento. Certe volte credo non serva altro.
E mentre salgo a casa non mi chiedo come si possa arrivare a sostenere certe bufale, e questa è bella grossa, ma piuttosto come si possa arrivare a farlo con quel suo tono là, che un po’ è la sua poetica.

E mi chiedo anche come le menti più incivilite fra quelle di destra (i furbi dotati di coscienza critica) reagiscano ad un giornalista che usa sempre quel registro contro chi si dimostra anche solo modestamente severo con il Governo.

Mi sono risposto che è tutto un compiacimento.
Credo sia proprio così, visto che, psicologicamente parlando, tutti sono alla continua ricerca di scuse, di un appiglio che legittimi la propria condotta deviante dal punto di vista etico.
Il tam-tam mediatico di valori e comportamenti distorti o di verità assurde serve anche a questo.
Alla legittimità sociale e quindi alla maggiore accettabilità interiore di un voto immorale.

Ed è così che le notizie trionfalistiche, le smentite o le nuove boutades del premier sono pompate giornate intere in cinque Tg su sette e in molte trasmissioni che niente hanno a che vedere con la correttezza, l’esaustività e la comprensibilità, attivando scientemente una potente distrazione di massa e una diffusa saturazione nei confronti della politica.

E’ in questo modo che Berlusconi ha modificato irreparabilmente la cultura italiana.
Ha stravolto i limiti della decenza politica pubblica, facendo legittimare ogni suo comportamento da una massiccia schiera di prostranti e timorosi.

Le toghe non lo perseguono solamente, ma lo perseguitano, no?

Poco importa che logica urla disperata che il cavaliere è esattamente come lo dipinge la parte a lui avversa.
Nulla conta che sia impresentabile all’estero quasi quanto i suoi migliori amici Putin o Gheddafi.
Le verità di Berlusconi sono penetrate dove potevano, ma a fondo, favorite dal fertile humus italiano delle sacche di ignoranza e delle sue televisioni, diventando ormai parte di una certa cultura popolare.

Sono stati i sacerdoti dell’informazione che le hanno eternate, facendole arrivare in tutto il tessuto sociale, distorcendo i filtri critici -non solo del popolino- da almeno quindici anni. In prima persona occultano, dissimulano, delegittimano i politici che gli sono contro e li lasciano interrompere da quelli che gli sono a favore, coprono magagne, deviano l’attenzione.

Giuseppe Cruciani è con ogni evidenza uno di loro.
Non perché di destra, ci mancherebbe, ma per la sua costante univocità di posizione di fronte a nodi effettivi, che instillerebbero dei dubbi ad ogni uomo libero, e persino davanti ad inconfutabili spregiudicatezze agite dagli uomini di governo; che sia uno di loro lo testimonia chiaramente anche il suo lassismo morale di fronte alle nefandezze democratiche dei berlusconoidi e allo scellerato vocabolario razzista della Lega Nord.

Proprio come dei sacerdoti, celebrano dei riti mediatici di massa reificando verità molto parziali e non verificabili, dogmi a cui loro stessi devono aderire acriticamente per ragioni economiche personali.
Devono farlo.

Come i sacerdoti (e i fedeli) devono credere nei dogmi mutevoli della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, così queste persone raziocinanti -purtroppo non libere da avidità le più varie- dovranno necessariamente ribaltare intere scale di valori mentre gestiscono una discussione pubblica.

Credere e dovere sono, tuttavia, concetti mal conciliabili.
L’ipocrisia a volte è troppo evidente quando si è nel mezzo del contraddittorio (nelle parrocchie così come in onda).
E’ per questo che Vespa invita frequentemente ospiti “di sinistra” che sa malleabili, come direttori disinnescati tipo Sansonetti. Lo fa per non rischiare di avvicinarsi troppo al nocciolo delle questioni.
La zanzara è in diretta, invece.
L’atteggiamento deve essere completamente diverso.

Ora, io penso che, in una democrazia ideale e quindi molto lontana dalla nostra, i bravi giornalisti debbano essere i severi controllori del potere. Lavoratori premiati per il loro rigore.

Con onestà intellettuale difenderanno le loro idee rispondendo solo alla deontologia del mestiere, alla loro coscienza e ai fatti, approdando così nelle redazioni più vicine alle loro convinzioni.

In Italia la vera libertà di parola nei telegiornali e sulla carta stampata è molto limitata dal numero esiguo di proprietà o di gestioni delle redazioni liberali.

Osserviamo allora come si comporta la coscienza di Giuseppe Cruciani in questio scenario viziato.
Questi è un giornalista la cui prima reazione, davanti all’enormità di certi provvedimenti o dichiarazioni dell’esecutivo descritti da un ascoltatore, è  quella di fare le pulci alla forma, al lessico, al tono, alla rilevanza dei fatti esposti, arricchendo con argomentazioni che hanno dell’irrisorio.
Un conduttore che ricorre sistematicamente alla diminutio con gli interlocutori non ancora addomesticati dalla nenia governativa.

E con i politici non allineati?
Un mese fa il nostro quasi aggrediva il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto, che avrebbe avuto il torto di aderire al No B-Day nonostante “le parole d’ordine” della manifestazione, questa era la tesi. E le “parole d’ordine” non erano altro che una mezza frase nemmeno troppo sfortunata di uno dei giovani promotori.
Due minuti dopo cercava di convincerlo a sostenere che la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo era decisione di poco spessore, che non sarebbe stata sicuramente rispettata, che “il crocifisso non offendeva nessuno” (cosa c’entri il concetto di offesa con il crocifisso me lo deve spiegare anche Bersani). Che, tanto, “in Italia non interessa”, che “non ci saranno le barricate a difendere quella sentenza”.
In altre parole, cercava di convincerlo -e con lui gli ascoltatori- che una cosa non è giusta in sé, ma solo quando un popolo è abbastanza coraggioso da difenderla con le barricate o eticamente evoluto da sostenerla a maggioranza. Che piuttosto bisognerà prendere atto della (supposta) volontà popolare.

Questo è solo un piccolo esempio della sua etica e del suo comportamento con gli eccellenti impotenti dell’opposizione. Pensate a come può denigrare un normale cittadino.

E’ accettabile che qualcuno necessariamente informato non avalli mai alcuna delle critiche mosse all’esecutivo? Che non lasci mai passare una delle molte lamentele senza perlomeno commentare con un “Vabbè…” di sufficienza con chiosa sarcastica o addirittura mortificante, spesso a cornetta attaccata?

La zanzara Cruciani, bisogna capirla, al contrario della Vespa, è alle prese con telefonate “pericolose”.
E’ tutto più complicato.
Deve comportarsi necessariamente da screanzata per interrompere la comunicazione. E deve farlo presto.
Lo stesso “vizio” che ha l’altro difensore del Pdl Aldo Forbice, su RadioUno, nel suo pessimo programma Zapping.
Sono cose inevitabili quando uno non vuole davvero dialogare.

Tornando alla zanzara, voi non pensereste mai che a uno che conduce un programma quotidiano a livello nazionale possa scappare una stronzata come quella del non rapporto fra cancro e centrali!
Dico seriamente. Può capitare che un giornalista scaltro decida di dare particolare credito alla non pericolosità del nucleare, quando ci sono decine di studi –per committenti che non esigono una particolare verità– che testimoniano esattamente il contrario? E che decida di ignorare anche le enormi falle (guardatevi tutte le parti del documentario di Arte) persino dal punto di vista economico e strategico?

Mi sale un dubbio. Lavorando lui per Confindustria, quella sopra era una bufala dovuta alla disattenzione/ingenuità, o più semplicemente una bugia volutamente fatta passare per verità?
Cruciani è un minus habens o uno gnorri parassita di questi tempi tristi della nostra nazione?

Se Cruciani fosse libero, potrebbe comportarsi come gli pare.
Visto che è il gruppo di potere forse più influente che lo paga, potrebbe perlomeno essere elegantemente magnanimo con le idee degli altri.
E quando qualcuno obietta fatti scomodi, potrebbe non buttarla sull’inevitabile e irreparabile caducità italica (guarda caso quando c’è Berlusconi al potere), ché -detto da lui- quell’ “in Italia si sa come vanno le cose” non ha alcuna credibilità, perché un lecchino come lui sta lì proprio perché in Italia si sa come vanno le cose.
Dimenticavo, ora è anche pagato direttamente da Silvio. Scrive per Panorama da qualche mese.
Essere striscianti col potere paga.

Per finirla qui, che questa trasmissione di commento politico di Confindustria sia dozzinalmente squilibrata anche al cospetto di fatti che vanno nell’altro senso è chiaro e scontato come il sole.
Che folle di operai, disoccupati e impiegati dementi votino per gli stessi politici per cui vota quel lustrascarpe dei potenti chiamato Giuseppe Cruciani, beh, questo è kafkiano.

Well, that’s Italy, baby.

di marco gattafoni

P.S.: Rivaluterei i verbi odiare, detestare e affini. Senza violenza, ma con passione democratica.
Dialogo, ancora dialogo e osservazione, ma poi lasciateci il diritto di giudicare e odiare chi si fa beffa delle regole e chi per ignavia e avidità permette tutto questo.
Io amo chiamarla resistenza.

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Editoriale del Tg1 del 14 dicembre 2009, giorno II della Terza Repubblica. I cattivi maestri.

14 dicembre 2009, lunedì


Non so cosa mi abbia dato più fastidio del discorso alla nazione di Minzolini poco prima della chiusura del Tg1, stasera.

Forse che a lui non sembra tanto assurdo il gesto di Tartaglia, ma piuttosto che in Italia non sussistano le ragioni sociali e politiche per tutta questa tensione.

Insomma, il senso voleva essere: l’Italia è uno stato pienamente democratico e governato con saggezza. Perché la gente dovrebbe essere incazzata?

Non bastasse, continua con il parallelo fra gli attuali sobillatori dell’odio e i “cattivi maestri degli anni settanta”.

E io che mi sono visto venti minuti di commenti di politici Pdl pensando che alle 20:20 fosse finita lì.

Rivoltante.

di marco gattafoni

NB: la Terza Repubblica Italiana nasce dalle ceneri del martirio del regnante onnipotente Berlusconi I ed è una repubblica di tipo propagandistico, molto simile all’Impero.

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Berlusconi aggredito da un idiota che prima o poi doveva incontrare

13 dicembre 2009, domenica


Dunque, stamane ero in una delle mille piazze per l’alternativa a far politica per il Pd.

Fra tutte le persone che ho intercettato vagare per la piazza, una di queste mi ha detto, dopo aver firmato una petizione contro la privatizzazione dell’acqua, una contro il ritorno al nucleare, una a favore di maggiori risorse per le forze dell’ordine e una per la restituzione di risorse agli enti locali: “Quello è un criminale maledetto! Lo ammazzerei io con le mie mani. Mi sacrificherei io per potercene liberare tutti”.
E’ un sentimento molto diffuso. E’ un discorso che mi è stato fatto almeno una decina di volte, e non si è mai trattato di chiacchiere fra amici.

La propaganda su questo fattucolo la facciano pure come vogliono, come hanno sempre fatto, ma sbagliano a pensare che questa non sia la conseguenza statisticamente naturale di un comportamento vile, sconsiderato e canzonatorio del premier, dei suoi vari portavoce acritici e della grancassa mediatica che lo segue prono e anzi ne anticipa censure e menzogne.

Dover subire i morsi derivanti dalla mancanza del lavoro o dalla riduzione dei guadagni, comportarsi in maniera eticamente corretta e vedersi sfuggire nelle mani delle banche le piccole fabbriche che con tanto sacrificio e passione si è creato dal nulla, sarebbe cosa molto più sopportabile se nel paese e da parte del governo fossimo in presenza di una presa in carico del problema. Se vi fosse una lotta comune per far sistema, per combatterla questa maledetta crisi.

Al contrario, tutta la miseria che stiamo accumulando e il pezzo di società che ci stiamo perdendo per strada sono dei fatti addirittura negati, problemi che avremmo potuto incontrare se avessimo abitato altre terre, ma non in Italia.
In Italia è stato risolto tutto. Va tutto bene.

Lo Stato ti paga dopo sei mesi, tu devi pagare le tasse anticipatamente, se non lo fai vai in mora.
E se per caso paghi di più, quanto devi lottare perché ti sia risarcito?
E intanto le banche vogliono gli interessi sul debito che ti sei fatto per pagare le tasse e per mandare avanti l’azienda, per continuare a far lavorare le persone che hai assunto e a cui vuoi bene.
E quelli che invece hanno investito senza creare lavoro sono premiati da una tassazione ridicola sulle rendite finanziarie.
E i furbi che non hanno dichiarato quanto dovevano sono premiati da mille condoni.

Quel che consuma è osservare dei comportamenti giudicabili sconsiderati, ignobili, delittuosi da chiunque sia in possesso di libertà morale ed economica e di un esile vagito di pensiero critico, essere considerati invece di poco conto o pretestuosi dall’80% delle trasmissioni televisive.
Vedere la realtà modificata dai media e non riconoscerla.
Avere la netta sensazione di essere circondati da italioti che danno retta a questa realtà non vera, a queste chiacchiere e urla superflue, ed essere sicuri che la fumosità che respiriamo nei dibattiti e nei fatti del governo non sia per incapacità politica, ma per dolo.
Quel che non sopportiamo più è che pensino di poterci prendere in giro tutti.

In tv è o non è tutto un ripetere che la pensiamo quasi tutti come Minzolini o Vespa o Monica Setta?
E allora sapevano che sarebbe potuto venire in mente, ad una mente poco edotta ed evoluta dal punto di vista politico, che potesse essere significativo che qualcuno si rendesse autore di un gesto violento, puramente simbolico e -come tutti i gesti violenti- molto, molto stupido che esprimesse un: “No! Non ci avete turlupinato proprio tutti! Stai facendo male a me e al futuro del mio Paese, stai umiliando e distruggendo l’Italia ed io, qui e ora, mi immolo alla mia irrazionalità!”.

Altro che Di Pietro o clima d’odio. La gente che si sente presa in giro lo odia senza alcun bisogno di Di Pietro.
Non conosco niente di questo Tartaglia, non ho voluto leggere niente su di lui, ma un idiota Berlusconi prima o poi doveva incrociarlo.

Qui si tratta di pura statistica.
Un gesto idiota contro il vilipendio della sofferenza.

di marco gattafoni

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Sabato 5 dicembre sarò al No-B Day a Piazza San Giovanni come Veltroni. Col cuore.

3 dicembre 2009, giovedì


Non sarò a manifestare al No-B day a Roma non perché non me ne freghi niente di come vanno le cose in Italia.

Non perché non abbia ben chiaro che tipo di priorità hanno, per la destra tutta, i bisogni dei diversamente vivi, dei diseredati, dei lavoratori e degli uomini e delle donne di cultura di questo belpaese del menga.
E quando dico tutta la destra intendo Fini compreso: facile fare lo splendido ed ergersi di quel po’ da quella gran feccia di ‘Gnorsìsissignore’, da terza carica dello Stato e ora che Berlusconi è sempre più in difficoltà per i processi e le nuove accuse a carico, vero?

Non sarò a Roma non perché abbia voglia di restarmene con il culo al caldo in questo inizio rigido di dicembre.

Non ci sarò non perché non voglia dare forza alla cultura popolare e di sinistra più vera, che è la cultura dell’ascolto, dell’attenzione agli altri (a tutti gli altri del mondo), del progresso civile e sociale, della legalità. La cultura della gente che scende in piazza viaggiando spesso centinaia di chilometri a proprie spese per difendere i propri diritti.

E nemmeno perché sono del Pd e non gradisca la piattaforma, a dir la verità, un po’ esile della manifestazione.

E’ solo che sono di turno e non v’è modo di uscirne.
Un abbraccio sentito a chiunque sacrificherà tempo e denaro per esserci.
Grazie, grazie, grazie!

di marco dewey