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Quaestio publica ad Alessandro Gilioli su Matteo Orfini

24 novembre 2009, martedì


Oggi, ore 20:43, interruzione pubblicitaria di La7, giro sul Tg2 senza troppe aspettative.
Bersani presenta la sua squadra, tanti giovani, sei uomini e sei donne. Parla una trentenne e poi un certo Matteo Orfini.
Faccia nota, mi pare. Ma sì, stesso finto horror vacui nella mente, stessa finta melensaggine che vuol sembrare inoffensiva, stessa ignavia etica. E’ lui.
La mente ritorna a quel 6 settembre a Pesaro.

Alessandro, ti ricordi? Ti ricordi? Ti ricordi?

Di grazia, come è possibile? Per quali assurdi meccanismi quel giovane vecchio sarà nella segreteria del partito?

di marco dewey

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25 commenti

  1. complimenti. è molto intelligente questa cosa di giudicare una persona e le sue competenze dopo averla vista per una mezz’oretta in un dibattito sui blog.


  2. Lei non c’era. Non può capire fino a che punto fossero fuori luogo tutte le sue parole.
    Ritrovarmi nella segreteria (!) del mio partito una persona che sprizza depressione politica da tutti i pori e che non crede che i blogger possano contribuire a fare dell’Italia il paese che vogliamo, è motivo di profonda, e sottolineo profonda, delusione.
    Cordialmente.


  3. i blogger, certo.


  4. Con “i blogger possano contribuire” intendevo in maniera estensiva “che attraverso l’uso del web si possa contribuire”.
    Lì c’erano blogger, soprattutto, ma in generale si parlava dei rapporti fra web e politica.
    Era stato invitato a dare un apporto alla conversazione nel merito e in piena libertà non l’ha fatto se non in termini di cinismo annoiato-esistenziale.

    Non so che rapporti lei abbia col signor Orfini, che sarà certo persona perbene.
    Di sicuro non entusiasmante e decontestualizzata in quell’occasione.
    Spero possa far valere il suo spirito propositivo nascosto in segreteria.
    Lo spero davvero.

    Cordialmente.


  5. Cioè, siccome Orfini in quell’ambiente di blogger le è sembrato decontestualizzato, allora per ciò stesso non sarà un buon membro della segreteria politica di un partito di centrosinistra e la sua nomina è frutto di un assurdo meccanismo. Un logica cristallina, proprio.


  6. Un giorno qualcuno invitato a parlare di cose che possono interessare i suoi figli parlerà svagato e stanco delle sue proprie cose. Ecco, forse, lì e solo lì lei capirà cosa intendo.

    O forse nemmeno lì.

    Lei sembra non ritenere che una persona non si giudica dalle tante cose positive che fa, ma da quelle sempre un po’ nascoste, negative.

    Per essere chiari fino in fondo: quanto sia negativo un comportamento lo definisce la coscienza di ognuno.
    La mia coscienza mi impone di censurare l’indolenza e la sufficienza in contesto formativo.

    Quasi dimenticavo. Sempre per intenderci, con “assurdo meccanismo” intendevo semplicemente “cortocircuito” e non “oscura manovra”.
    La saluto.


  7. Mi perdoni, ma avendo un’alta considerazione del concetto di formazione culturale, la mia, di coscienza, mi vieta di considerare una cosa come Frattocchie 2.0 un evento formativo. Mi impone invece di giudicare un politico dalla sua attività politica, e non da quella di congressista ad eventi 2.0.


  8. Tutto chiaro.
    Un saluto ad Annamaria Parente.


  9. E chi è?


  10. Ex responsabile formazione pd ora nella squadra dei dodici. Era lì.

    Vede, mi spiace che per lei conti la valenza che lei dà a un evento invece che il valore che avrebbe dovuto dargli un ospite invitato come l’Orfini.
    Lo stesso impeccabile valore che gli ha dato Gilioli, Fausto Colombo, Stefano Rodotà, Alberto Castelvecchi, Loredana Lipperini, Giovanna Cosenza e i molti altri che non cito.

    Perché dietro ad un evento i cui esiti ognuno di noi può giudicare come vuole, ci sono delle persone che vi hanno lavorato ed altre interessate che hanno fatto i salti mortali per esserci.

    Per quanto riguardava l’Orfini, quello doveva essere considerato momento formativo, e dei più alti, visto il valore degli ospiti che a carattere gratuito erano lì.


  11. Sarà. Io continuo più modestamente a trovare poco serio lamentarsi della nomina di una persona nella segreteria di un partito senza conoscerne minimamente l’attività politica, la storia, le competenze. Oltre che tremendamente dilettantesco e naive (scusi la grafia) pretendere di avere un’opinione così salda e un giudizio così tranchant su una persona che si occupa di politica per averla ascoltata per dieci minuti ad un convegno sul web. Ma non è un problema mio, evidentemente.


  12. io sono proprio curioso di conoscere Matteo Orfini!


  13. @Momi: perché non dovrebbe essere problema suo? Se lo sente come problema, già lo è.
    Il contraddittorio è importante. E’ maieutico. Non si preoccupi di questo.

    Nel mio secondo commento scrivo: “Orfini, che sarà certo persona perbene […], spero possa far valere il suo spirito propositivo nascosto in segreteria. Lo spero davvero”.
    La mia opinione non è affatto salda, come vede.
    E’ infatti solo per quello che ho sentito e ho visto a Pesaro -in questo ha ragione- che mi spiace che Orfini sia in quella posizione delicata, propositiva, che avrebbe bisogno di limpidezza e di uno spirito fresco e puro.

    Ed è vero: sono impunemente dilettantesco nonostante tutti i miei sforzi nel non esserlo.

    Ad ogni modo, tutto questo sarà poco serio per lei, ma non per me. Nel mio terzo commento ho cercato di spiegarle le implicazioni di certi atteggiamenti in determinate situazioni. Certi comportamenti sono più sintomatici di altri, se permette.
    Per esempio, quando si accetta un invito a parlare in pubblico all’interno di un evento come quello, lo si fa sapendo che da quel momento si è investiti di una responsabilità. Orfini l’ha disattesa in maniera per me ai limiti dell’irritante. Significativo? Non so, senz’altro molto indicativo ai miei occhi.

    Ora, visto che conosco l’importanza della segreteria, e da quelle nomine mi aspetto il massimo sotto ogni punto di vista, mi lascia essere critico a riguardo senza essere tacciato di ingenuità? Idealista, forse, speculativo ai limiti, ma non ingenuo.

    A breve, molto a breve, posto un articolo su un po’ dell’Orfini che è in alcuni democratici.
    La naturale continuazione di questo commento.

    Cordialmente.


  14. La sua opinione non è salda, dice. Tuttavia lei scrive un post in cui a proposito di una persona di cui non conosce nulla (storia, competenza politica, esperienza nel partito) usa le parole “finto horror vacui nella mente”, “finta melensaggine”, “ignavia etica”.
    Ecco, con una opinione non salda lei formula giudizi di questo tipo. Davvero, le pare serio?
    Ora ha in progetto di scrivere un post niente meno sull’Orfini che è dentro qualcuno di noi. Il fatto di non conoscere minimamente l’oggetto dell’analisi non le suscita alcun dubbio circa la serietà di una disamina siffatta, immagino. E anche questo è significativo della profondità del suo metodo di analisi, mi pare.
    Infine, non è un problema mio semplicemente perché non posso farmi carico dei problemi di ogni singola persona che usa farsi un’opinione con sulle cose con superficialità, abbia pazienza.


  15. “Finto horror vacui nella mente”: sulla fiducia; qui il termine “finto” è positivo per Orfini, no? “Finta melensaggine”: come sopra, non può essere veramente quello il suo standard. “Ignavia etica”: sottoscrivo ancora. E’ quello che ho visto.
    Quando scriviamo di qualcuno, lo facciamo sempre sulla scorta della conoscenza parziale che ne abbiamo.
    L’importante è credere in quello che si scrive.


  16. Giusto! L’importante credere in quello che si scrive. Se poi ciò corrisponde ad un proprio pregiudizio poco informato invece che alla realtà, be’ tanto peggio per la realtà. Avanti così.


  17. Se andasse in tv e facesse un gestaccio per divertimento, disarmante e incoerente, potrei farmi di lei un’idea un pochino più complessa che non quella di censura momentanea per il fatto che ha commesso?
    Una volta preso in considerazione un comportamento complesso come un discorso fatto in pubblico, condito magari da un piccolo contraddittorio, mi piace anche avere la possibilità di trarne delle inferenze.
    Ho un blog per questo.

    La saluto.


  18. Ah, riguardo la realtà: è impossibile descrivere la realtà. Ognuno di noi considera sempre parti di essa.
    Si può perfino decidere di farlo ignorando volutamente certe verità: gli onesti le trascurano perché non necessarie al ragionamento, i disonesti perché lo inficierebbero.
    Il mio ragionamento era indipendente dalla conoscenza della persona.

    Possiamo decidere che un genitore sia un cattivo genitore sulla scorta di una mezzora passata vedendolo all’opera?
    Sì, se abbiamo notato comportamenti notevoli.
    Se lo riprende per ogni minima cosuccia ed è violento e volgare, cosa vuole che me ne importi se la sua attività politic… cioè, se poi la maggiorparte del tempo si comporta bene?


  19. Caro, ma io le contestavo solamente di aver formulato un giudizio così netto sulla attività politica di una persona sulla base di una conferenza sul web. Se basta mezz’ora per capire che una persona non sia un bravo genitore (convinto lei…), quella mezz’ora probabilmente non le dirà molto sulla sua professionalità come idraulico. Se poi lei formula giudizi sugli idraulici per averli visti all’opera come genitori, non so davvero cosa dirle.


  20. Solo un appunto. Si era all’interno di un consesso politico. Si parlava di politica. Gli interventi, a parte quello di Pulsatilla, anche lei pesce fuor d’acqua (ma lei non è in segreteria Pd!), erano pregnanti ed eminentemente politici.

    Le ripeto: basta mezzora se osserviamo dei comportamenti notevoli.
    Sarebbe invece impossibile affermare che qualcuno è un buon genitore anche dopo una settimana assieme.
    Si ricorda cosa dicevo riguardo ai comportamenti negativi spesso nascosti? Quelli regolari non sono un granché significativi né nell’uno, né nell’altro senso.


  21. Io so solo che ci ritroviamo nella segreteria nazionale un pratino figlio di papà e di mammà, allevato nei DS, che a 35 anni non si è ancora mai misurato con l’elettorato, che non ha mai amministrato alcun bene pubblico, che probabilmente non ha mai fatto un giorno di lavoro (quello vero, non quello dei parassiti). Il suo unico merito è quello di aver portato fedelmente la borsa a D’Alema per qualche anno, di averne assorbito la superbia e di avere organizzato un paio di convegni nelle comode mura lobbiste di ItalianiEuropei. Tant’è che sul sito del PD, non trovando nulla nel suo curriculm, lo presentano niente poco di meno che come “Responsabile delle relazioni internazionali della Fondazione ItalianiEuropei”. E che lavoro è? E soprattutto che curriculm è?
    Ah, si è anche distinto per la sottigliezza e il piglio radicaldalemiano delle quattro cazzate che ha scritto sul suo blog (http://orfini.ilcannocchiale.it/), liberando taglienti giudizi su come deve essere o non deve essere un partito, dall’alto dei suoi venti anni di attività di politica. Peccato che in questi venti anni non abbia combinato un accidente, se non appunto aver portato la borsa a D’Alema. Ioiconosco sezioni del PD, anche ai tempi di Veltroni, dove giovani segretari si sono fatti un mazzo così per organizzare fior di iniziative, davvero utili e vicine alla gente. Altro che relazioni internazionali di italianieuropei. Povera Italia, povero PD. Io sono stufa.


  22. Silvia!
    Pure le virgole!
    Anche io sono stufo, però è il caso di lottare bersaniano dopo bersaniano, per le primarie, per farli riflettere tutti.
    Il Pd non è solo quello di questa segreteria.

    Il partito in ottobre è andato in mano a dei cinici, ai mestieranti: la base spero l’abbia capito, ora.

    Il Pd può essere ed è ben altro.
    Forza, dai.


  23. sono capitato su questo sito per puro caso… per sbaglio… cercavo altro
    e ho letto per non so quale strana curiosità il post e alcuni vostri commenti…
    un dibattito a dir poco surreale…
    una cosa è sicura… io non vi capisco… e come me penso tanta gente…
    @marco… ma ti rendi conto che ragionamenti fai?
    e gli altri che perdono tempo a rispondere?
    o mio dio…
    ma pensate ai lavoratori come quelli di termini imerese e alla povera gente, pensate a quello che è successo a milano, ai ragazzi, a quello che ne sarà della nostra vecchia e cara italia… invece di farvi ste pippe mentali…
    poi uscite fate qualcosa… mio consiglio…
    spero di nn risbagliare…
    mamma mia… speriamo bene!!!
    addio!!!


  24. Carla, la rassicuro.
    Esco, faccio già qualcosa, ma tiro anche le somme di tante parole e tanti comportamenti che vedo attorno a me o che sento riferiti.
    Se mi volesse spiegare lei quali ragionamenti “faccio” gliene sarei grato. Dica pure.

    Parla di surrealtà, ma la gestione delle nomine in politica è cosa molto reale. E’ il modo che permette al potere di autoperpetuarsi. E’ questione molto seria.
    Si potrebbe parlare di crisi e lo si fa, il Pd ha fatto tante di quelle proposte per fronteggiare la crisi!
    Purtroppo inascoltate dal Governo.
    Se dovesse essere come dice lei, non dovremmo trattare nemmeno di questo.
    Ho capito che lei ritenga superfluo che io tratti dei problemi interni al nostro comune partito (mio tanto quanto di Orfini), ma non credo lei desideri si ignorino le anomalie, no?

    In tutta sincerità, mi sembra debole criticare un articolo, dei commenti, con una sorta di “Parli di quest’altro, piuttosto!”

    Questo è il mio ragionamento: Berlusconi ha voluto una legge per avere tutte le liste elettorali bloccate e decidere, quindi, chi mandare in Parlamento e chi no, per lo stesso motivo per cui gente che ha del potere (magari anche del Pd) non ne concede alle persone più capaci, bensì a quelle più fidate.
    In ambedue i casi questo garantisce appoggio quasi incondizionato e soppressione di ogni voce critica vagamente interessata al potere. E’ questo quello di cui stiamo parlando. E’ una cosa maledettamente reale.

    Non conoscevo Orfini, ma cinque mesi fa dimostrava con le parole e gli atteggiamenti di non essere né un idealista, né un idealista pragmatico e io non li sopporto quelli che mi sembrano senza passione civile, anzi, che sembrano remare contro.
    Figuriamoci in politica!
    Figuriamoci nel mio partito!
    Lei guardi il caso, costui me lo ritrovo nella segreteria del Partito Democratico ed è uomo di fiducia di D’Alema.
    Poi uno dice le affinità!
    Lei vorrebbe delle anime indolenti attorno a un capo democraticamente eletto?

    Vorrei –se è lecito- sapere cosa ha fatto o scritto questo ragazzo per essere degno di quella posizione, per essere nella postazione di comando del partito che vorrebbe far uscire l’Italia dal berlusconismo.
    Se qualcuno mi sapesse dire altrimenti riguardo Orfini, sarò davvero lieto di ascoltarlo, pronto alla redenzione, ad essere convinto. Magari!!!

    Nel frattempo le chiedo e chiedo all’attuale classe dirigente del Pd come si vuole uscire da questo impasse etico durato vent’anni. Con quali valori.
    Probabilmente non quelli democratici.
    Se nelle mie Marche, per allearsi con l’Udc -che pensa che Tangentopoli sia solo stata una farsa orchestrata da giudici politicizzati e mass media e che ha votato tutte le leggi porcata di Berlusconi dal 2001 al 2006-, non è stata concessa nemmeno una votazione all’assemblea regionale del partito nato il 25 ottobre 2009 –assemblea, si mormora, ampiamente contraria a questa alleanza di governo-, questo cosa lascia intendere?
    E per fortuna che nel partito non c’è solo quella voce, sennò ero già fuori.

    Conosco le preoccupazioni reali di Bersani.
    In gioco c’è davvero il futuro dell’Italia e il fine, agli occhi di qualcuno, può giustificare certe scelte.
    Credo tuttavia che questa strada sia sbagliata e rischiosa non solo moralmente, ma anche in vista del risultato finale.
    E’ strada sbagliata perché le alleanze falliscono se non si formano su contenuti, credibilità e rapporto costante di fiducia con i cittadini.
    Perché le priorità delle due entità finiscono -poi- per scontrarsi.

    Personalmente mi sono abbastanza rotto di concedere una fiducia tradita da tanti fatti.
    Il fatto è che il Pd è una grande macchina in cui si può infiltrare chiunque.
    Voglio dei meccanismi interni che intercettino le aberrazioni e che favoriscano il ricambio continuo della classe dirigente del partito e del paese secondo criteri di merito più che di affidabilità.
    Il surreale sta nelle questioni trattate più che nel fatto di affrontarle!

    Non mi sta più bene nessun compromesso, perché vorrei che il PD fosse più credibile di quanto lo sia oggettivamente ora agli occhi del fronte -sempre più avvolgente- dei diseredati d’Italia.
    Se non si è credibili le elezioni non si vincono, anche perché la gente non ti fa la campagna elettorale.
    E non è giusto chiedere che le voci critiche all’interno si zittiscano per agevolare lo scopo.
    Non è sano!
    Si cominci con l’esercitare delle pratiche migliori, piuttosto!
    Si cominci col fare politica in mezzo alla gente!
    E la gente delusa da certe scelte si informi sui candidati parimenti critici, ad esempio.
    Un consigliere regionale, le assicuro, non vale l’altro!

    Alla crisi economica ci penso e ne scrivo nei tempi e nei modi che il mio lavoro mi consente.
    Potrei farlo di più, certo.
    Mi occupo soprattutto di buona e cattiva politica, di critica al reale che ci circonda, che ho sempre modo di ritrovare alla nostra destra, e purtroppo a volte anche da “noi”.
    E mi batto come un leone per non perdere i voti di chi vorrebbe votare democratico, ma non ce la fa più a scendere a compromessi.
    Dico loro che c’è un altro Pd a cui aggrapparsi.

    Carla, mi consenta di essere di sprone agli uomini e alle donne che perseguono i miei stessi ideali e critico nei confronti di chi spaccia i miei ideali.
    Voglio dare il mio contributo perché vinca il centrosinistra, ma non ad ogni costo, non a costo di venire a patti con la mia onestà intellettuale.

    Carla, la coptazione mette a rischio il concetto stesso di democrazia.
    Occuparsi delle aberrazioni che sembrano diventare cosa quotidiana e banale è per me vitale, perché la maniera in cui è promossa una rivoluzione etica, un nuovo sistema politico, una nuova società è fondante tanto quanto il sistema e gli esiti che si propone.

    marco gattafoni


  25. Così sul sito de l’Espresso:

    Per quanto riguarda il recente sondaggio intitolato “Chi sarà tra cinque anni il leader del Pd?”, alle 14.51 del 21 maggio 2010:

    per la risposta “Matteo Orfini” su 4.635 voti totali, 3.493 voti sono arrivati dallo stesso Ip;
    per la risposta “Matteo Renzi” sugli 8.373 voti totali, 1.233 voti, 1.776 voti e 2.205 voti sono arrivati da tre Ip unici;
    per la risposta “Debora Serracchiani” sui 7.627 voti totali, 1.634 voti, 1.690 voti e 2.097 voti sono arrivati da tre Ip unici;
    per la risposta “Giuseppe Civati” sugli 8.345 voti totali, 1.042 voti, 1.776 voti e 2.478 voti sono arrivati da tre Ip unici.
    per la risposta “Nichi Vendola” sugli 8.245 voti totali, 529 voti, 842 voti, 980 voti e 2.459 sono arrivati da quattro Ip unici.
    _________________________________________________

    Non significa nulla, vero?
    Sì, di certo non significa nulla.
    Però che bello sarebbe poter indagare sul serio su quegli ip.



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