Archive for ottobre 2009

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Tutta la telefonata di Berlusconi a Ballarò. Rosy Bindi e Concita de Gregorio in studio. Floris abbozza.

28 ottobre 2009, mercoledì

berlusconi telfona a ballarò
Comincio subito con una precisazione. Le virgolette sono per riportare quello che io personalmente ho capito di un discorso diretto.

Abbiamo assistito a una bella prova di Rosy Bindi a Ballarò, stasera. Al suo fianco la sempre affascinante e puntuale Concita De Gregorio.
Per l’Udc Casini e per il PdL i due ministri La Russa e Alfano, e da quello che abbiamo capito anche la segretaria del sindacato UGL, Renata Polverini, che pare sia tentata dalla candidatura alla regione Lazio per quella partaccia politica.

Coup de théatre. Al termine di questa trasmissione nemmeno troppo ferale, telefona però Silvio Berlusconi.

A casetta si deve essere preparato un discorsetto per benino e infatti tocca una decina di argomenti. Comincia con il parlare dell’affaire Marrazzo e della sua telefonata di avvertimento già acclarata. Ancora bordate contro la magistratura. Solito refrain dei giudici comunisti.
Floris non fa in tempo ad intervenire che il nostro dittatore morbido esplode in un: “Lei mi lascia parlare! Poi lei mi fa le domande! Non sono qui a subire processi pubblici senza contraddittorio! Questa non è una cosa accettabile in una democrazia! Non sono a sua disposizione adesso!”. La Bindi intanto prova ad opporre un “Basta basta basta, ma non è possibile”. E B.: “Questi spettacoli sulla televisione pubblica pagati dagli italiani sono disdicevoli. Il debito pubblico non l’abbiamo fatto noi […], ma gli italiani non sono stupidi. Ho in mano dei nuovi sondaggi in cui il governo è al 54%, il presidente del consiglio al 68% e il Pd diventato oramai al 25%”.

Prova ad argomentare pacatamente la Bindi: “Voglio sapere se il consiglio di amministrazione della Rai consenta di alterare i palinsesti in vista degli interventi in diretta e in differita del Presidente del Consiglio. […] Il Presidente del Consiglio deve mettersi a disposizione della magistratura”. Interviene ancora Berlusconi: “Ma cosa ho fatto finora!?”. Vorremmo rispondere noi da casa, perché nessuno gli dà del bugiardo da studio.

Rosy Bindi: “Noi contestiamo il modo in cui Lei governa. Non siamo noi che lo diciamo, è la gente che sta male”.
Berlusconi: “Non è assolutamente vero. Abbiamo superato l’Inghilterra”. Mentre ci facciamo una risata se e in quale dei tanti indici abbiamo superato l’Inghilterra, continua la tentata replica di Rosy, continuamente interrotta da Alfano e La Russa, e finisce con un: “Se tutti i politici del mondo avessero la possibilità di intervenire in ogni trasmissione…”.

E Floris, serafico: “Mi prendo io la responsabilità. Ha potuto parlare perché in una trasmissione libera di Raitre pensiamo che sia interessante parlare con il Presidente del Consiglio”. Rivolgendosi a B: “Lei è ancora disponibile o è ancora un suo progetto quello di tagliare l’Irap?”
B: “Noi intendiamo diminuire l’Irap entro i tempi che usciranno come possibili e di introdurre il quoziente familiare”.

Concita De Gregorio: “C’è la possibilità di sapere se aveva garantito a Marrazzo che non sarebbe stato pubblicato nulla nei giornali di sua proprietà (nel frattempo B. risponde che è stato così) e come mai quando c’è stato il caso Boffo lei ha detto che non poteva intervenire?”

Berlusconi risponde che col Giornale lui non c’entra niente. Ah, no?!? Il direttore fa liberamente il suo lavoro e finisce lì. Ah, è così?!?

Anzi no, Floris ha il tempo di chiedergli come va la scarlattina.
E Berlusconi: “Se viene qui sarò lieto di attaccargliela”, attaccando invece molto educatamente la cornetta in faccia alla risposta di Floris, che si vede costretto a rifiutare a causa dei suoi due bambini piccoli. Si chiude. Alé.

Ci tocca ricordare pure questa.

di marco dewey

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Appello disperato a votare Marino. Lo scandalo delle candidature di Bersani.

24 ottobre 2009, sabato

Scalfarotto e Civati l'anno scorso (insieme anche prima di entrare nella mozione Marino)
Rispondo a Sandra, una ragazza di sinistra che mi ha lasciato un commento su Pillole di Marco Dewey. Una ragazza che probabilmente non andrà a votare alle primarie.

Sandra, cerca di capirmi. Sembra che all’esterno non ve ne rendiate conto. Allora te lo dico chiaramente. E lo dico chiaramente a tutti. Se vince Bersani faranno (faremo?) l’alleanza con l’Udc. E’ già tutto deciso. Lo hanno già ripetuto o fatto capire in mille modi.
Si andrà verso il proporzionale perché sennò non passerebbe mai a sinistra questa maledetta alleanza. Vinceremo fra tre anni -forse- se nel frattempo Berlusconi non si sarà fatto da parte, perché se e quando si farà da parte, l’Udc si alleerà con Fini e stiamo all’opposizione per vent’anni. Ma anche fosse, che vittoria sarebbe con l’Udc?

Quindi -vi prego- fate qualcosa!
Come dice anche il rimangiaparola Franceschini, che è stato eletto segretario perché ha detto si sarebbe fatto da parte senza ricandidarsi, se domenica non ci saranno tante persone a votare alle primarie, ci sarà un solo grande vincitore, uno che riderà più di tutti: Berlusconi. Io credo che anche D’Alema riderà.

Non ti pare che stiano facendo di tutto per cristallizzare i voti dei circoli? Stanno tutti tenendo un profilo basso, visto? Ma sì, non roviniamogli il giocattolo. Ci stanno provando in tutti i modi a non rivoluzionare i giochi. Ché se Marino arriva secondo, voglio vedere come Franceschini, al di là delle mie speranze, spiegherà ai suoi elettori che i suoi delegati voteranno Bersani in assemblea. Ah, già, al confronto che Franceschini e Bersani hanno voluto antidemocratico perché pubblico solo per la “wired generation”, Franceschini ha già sostenuto che per lui il primo con maggioranza relativa delle primarie sarà comunque segretario!

Io invece vorrei romperglielo quel giocattolo. Vorrei facessimo il botto, domani. Marino e i coraggiosi di livello nazionale che si sono schierati con lui lontani da ogni logica di potere e di candidatura vanno premiati col nostro voto.
Chiedo a tutti gli italiani di aiutare il Pd ad essere il Pd del Lingotto. Aiutateci a guardare a sinistra! Votate Marino.

E tu vuoi lavartene le mani? Guarda che il Pd delle speranze e degli ideali del Lingotto, quello a cui guarda Marino, ma con la forza e la chiarezza e la purezza di chi può e vuole avere un’identità riconoscibile e in cui riconoscersi appieno, dire dei sì e dei no netti contro tutti i poteri forti e con la persona sempre al centro, è anche il tuo partito! Un partito di massa, “verde”, vicino ai giovani, che si impegnerà per una nuova mobilità sociale fatta da nuovi diritti e nuove regole di accesso al lavoro, un partito che vuole tassare maggiormente le rendite finanziare e non ha paura di dirlo! Un partito che guarda al futuro, un partito che ci farà riavvicinare alla modernità europea. Modernità dei valori, della certezza della promozione del merito.

Vuoi che il Pd si autodistrugga o peggio che diventi apparato per il potere? Capisco la tua diffidenza verso il partito democratico, la capisco perché ho imparato a conoscere certe persone e il loro modo di ragionare. Ma questo non è il mondo della mozione Marino.
Abbiamo bisogno di tutti i vostri voti domani. Ebbene sì. Anche se non amate il Pd dovete turarvi il naso, perché domani si fa l’Italia dei prossimi dieci anni.
Eh sì, Sandra, questo è il momento della razionalità.

di Marco Gattafoni (aka marco dewey)

Membro non troppo indegno del Comitato Fermano Marino Segretario.

PS: La mozione Bersani non è Bersani, è il contenitore delle anime peggiori del partito, che Pierluigi non è in grado di dominare e questo lo sanno tutti. Non si è mai dimostrato un cuor di leone. Ci sarà un motivo per quelle candidature al sud Italia, che in un partito civile non sarebbero dovute esserci, no?

Un uomo forte si sarebbe dovuto opporre, no?
Qualcuno mi spieghi cosa hanno fatto Bassolino, Iervolino e Loiero per essere messi capilista. Bassolino si è addirittura rifiutato di dimettersi più e più volte su richiesta del partito. E non solo perché in odore di reato, ma per incapacità politica conclamata! E invece sarà ancora uno dei delegati nazionali assieme a quegli altri due bravi politici di Rosa Russo Iervolino e Agazio Loiero.
Queste candidature al limite della sfacciataggine vanno punite con il voto! Non possono passare in un partito che ha come mito Berlinguer. Non ci voglio credere che vinca chi passa sopra gli ideali del nostro popolo per un pugno di voti. Un pugno ben assestato di decine di migliaia di voti.

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Breve analisi dei candidati alle primarie del Pd

22 ottobre 2009, giovedì

Ignazio Marino
Questo post nasce come commento a un articolo di Marco Simoni, che abbozza una sua visione dei tre candidati a segretario del Pd.

Mi spiace che, nel quadro che hai fatto di Bersani, tu non abbia individuato nella questione del numero di tessere inconcepibili e nei nomi che ci propone, e di cui oramai sembra schernirsi, il grosso elemento di debolezza. Senza la credibilità dei nomi non si va da nessuna parte. E la sua mozione in tal senso oscilla fra l’inimagginabile e lo strafottente. Non puoi vincere con questi nomi e magari grazie a loro. Semplicemente non può essere!

Su Franceschini mi trovi d’accordo, tranne per quello che riguarda la Serracchiani. In un momento in cui ci saremmo aggrappati a ogni novità, Debora poteva sembrare il giusto compromesso fra irruenza, sfrontatezza e territorio, fra giovinezza e fiducia nell’apparato, così come nei film americani -nonostante settori deviati- si ha sempre fiducia negli anticorpi della democrazia americana. E questo è positivo.

L’incondizionata e non adeguatamente motivata adesione a Franceschini, il suo dirottamento alla segreteria regionale (gli eurodeputati avrebbero dovuto fare solo quello, Franceschini, no?), ma soprattutto l’assurda critica fatta a Marino riguardo il rifiuto della proposta Scalfari, ha illuminato però la sua aura di nuances grigie. Incomprensibile.

Io voto Marino non solo perché è nuovo.
E’ davvero uno di cui si può andar fieri e non solo in Italia. Uno circondato da giovani bravissimi, -questi sì- preparati e dotati di grande appeal comunicativo-mediatico come Ivan Scalfarotto, Pippo Civati e l’onorevole Sandro Gozi.
Le riforme che propone organicamente nella sua mozione non sono -poi- frutto di derive ideologiche o nate solo sulla base di spinte riformiste ecocompatibili, ma sono state valutate analiticamente insieme a un pool di economisti, alcuni dei quali stranieri.
E poi Marino è uno di sinistra, che riesce ad interpretare naturalmente bisogni di vasti strati della popolazione, eticamente parlando un berlingueriano vero.

Parlando con la gente, tutti, ma proprio tutti quelli che non lo voteranno gli imputano una certa incapacita di comunicare forza e credibilità. A questi rispondo che troppo spesso non sono riservati a Marino la stessa attenzione e gli stessi tempi. E’ trattato come uno meno dotato di autorevolezza. E lo stesso è sui giornali. C’è una netta differenza di esposizione mediatica. Tutto gli gioca contro. E vorrei tanto sapere perché.

Sappiamo che De Benedetti e Tronchetti Provera, e se non mi sbaglio anche Angelucci (editore de L’Unità), finanziano la fondazione ItalianiEuropei di D’Alema. Ma la dietrologia non è il mio forte ed è meglio pensare che a quei giornalisti non piaccia troppo Marino e la sua mozione e manifestino libertà di espressione mantenendo una certa distanza da lui se non anche dalle primarie.

Anche a molti degli iscritti e dei non iscritti che non la voteranno, ma la conoscono bene, la mozione Marino sembra bellissima. Insomma, come recita un proverbio della mia zona, Marino sembra “Lu fiju de la sora Camilla, tutti lu vole, nisciuno se lu pija”. Ma sarà davvero così?
I segnali di apprezzamento sul web e anche discutendo con gli amici li avrete visti anche voi. Io vi posso confermare che conquistare il cuore di una persona di centrosinistra colpevolmente disinformata è relativamente semplice, e se tutti quelli che l’avevano promesso si sono davvero spesi per Marino, i risultati saranno sorprendenti.

A quelli a cui il cuore non è stato ancora mosso dalla speranza chiedo: non è degno di fiducia? Avete paura della novità? A queste persone che non credono ci potrà essere mai qualcosa di nuovo e credibile, soprattutto ora, chiedo di fare una riflessione.
Abbiamo una sola forza: il voto! E il Pd è una forza necessaria, che magari -quando non vi piacerà- potrete non votare per dare un segno forte. Ma quando invece esprime delle personalità interessanti e innovative, sane, dobbiamo fare in modo che emergano, dobbiamo votare per loro!

Per una volta fate un conto dei vostri sogni, tornate a capo e mettetevi in contatto col cuore.
Il 25 ottobre facciamoci tutti un favore, andiamo a votare Ignazio Marino.

di Marco Gattafoni (aka marco dewey)
Membro indegno del Comitato Fermano Marino Segretario

PS: Qui i seggi dove si vota per le primarie il 25 ottobre in provincia di Fermo.

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Primarie del PD: la “proposta Scalfari” è solo l’ultimo tentativo di far fuori le idee innovative di Marino

16 ottobre 2009, venerdì

ignazio-marino
Mi prendo la briga di scrivere un articolo per esporre il mio punto di vista sulla querelle suscitata dalla proposta di Eugenio Scalfari formulata martedì 13 ottobre davanti a Serena Dandini nella trasmissione Parla con me .

Dunque, la proposta del fondatore di Repubblica era questa: che le regole stabilite dal partito democratico per l’elezione del segretario fossero stravolte a dodici giorni dal voto passando da votazione (che alla nascita del partito si è voluta) proporzionale a votazione maggioritaria.

Tutta la faccenda aveva dell’assurdo.
Sinceramente mi sembrava inconcepibile anche solo che Bersani e Franceschini si fossero detti disponibili a tutto ciò prima di un confronto privato con Marino.

La cosa peggiore che sarebbe potuta succedere lunedì 26 ottobre era svegliarsi in un Pd retto da una mozione di minoranza. Quindi, per motivi futili come “gli elettori non capirebbero”, si sarebbero generate delle paure, che di per sé non hanno niente di democratico.
Alcuni elettori si sarebbero sentiti costretti a un voto utile per i due che -secondo la vulgata informativa- avrebbero avuto più chances di vittoria, perché in un confronto a tre può succedere che tu non abbia in mente solo chi vuoi disperatamente, ma anche chi non vuoi assolutissimamente.

Io non credo che Marino abbia meno chances degli altri, visto che rappresenta il completamente nuovo vs l’usato, ma -dato che è considerato come tale- questa nuova ipotesi maggioritaria avrebbe potuto forzare persino un mio ripensamento. Saremmo potuti arrivare al punto che anche io, che mi sono battuto per Marino e ho raccontato le sue infinite speranze nelle primarie di vari circoli, avrei potuto farci un pensierino.
Lo so che non si voterà solo per il segretario, lo so che si voterà per le persone che saranno il partito a livello nazionale e regionale, ma io comunque sarei stato costretto a pesare la cosa per me più importante: che Bersani non avesse vinto o che le magnifiche idee innovative e coraggiose di Marino fossero entrate a pieno titolo nel programma del Pd? In altre parole, mi sarebbe toccato forse votare Franceschini?

Col regolamento attuale, invece, non credo Ignazio Marino abbia meno chances, perché tutto è possibile in un voto libero dai condizionamenti vari, che nelle votazioni degli iscritti evidentemente ci sono stati, soprattutto nel sud. Cito il sempre lucido Ivan Scalfarotto: “non si spiegherebbe sennò come un candidato innovativo come Ignazio Marino possa arrivare facilmente al 34% dei voti nel centro di Milano, mentre a Torremaggiore, in provincia di Foggia, su 312 votanti 305 abbiano scelto Bersani, con una percentuale che avrebbe fatto invidia all’Honecker dei tempi migliori”.

Una cosa è sicura: la visione che hanno del partito le due mozioni Franceschini e Marino è affine. E’ vero, Franceschini nelle ultime settimane sembra abbia attinto a piene mani dal programma di Marino e Marino pensa invece che Franceschini non abbia abbastanza libertà e coraggio di portare avanti quelle battaglie, che sia troppo compromesso dai troppi anni di frequentazione col potere e anche che non avrebbe la forza e la voglia di rifiutare un’alleanza nazionale con l’Udc, ma -detto questo- vogliono un Pd sostanzialmente diverso da quello della mozione Bersani, vogliono il partito del Lingotto, ma con identità più definita (Marino docet anche qui) e una forte tensione per il rinnovamento della nostra classe politica.
In tutta sincerità credo che, assoluta freschezza della mozione Marino, enorme importanza da questa attribuita alla ricerca, ai diritti civili e all’ecocompatibilità dello sviluppo, e personalità ingombranti della mozione Franceschini a parte (lo so che non è poco), le due mozioni si dividano un certo elettorato molto contrario a quelli che, D’Alema per primo, hanno spinto davvero all’eccesso i toni contro Veltroni, e mozione di Bersani alla mano, favoriranno nei fatti un partito controllabile, gestibile dalle correnti.
Questa divisione dell’elettorato pro o contro i bersaniani potrebbe portare una vittoria relativa della mozione Bersani, ma appunto non il suo raggiungimento del 50%, su cui non scommetterei mai.

Personalmente spero tanto che i delegati di Marino e Franceschini, tenendo conto anche di quanto dichiarato da Marino al grande Alessandro Gilioli, all’indomani delle primarie, arriveranno ad un programma condiviso decidendo di appoggiare la candidatura di chi ha preso più voti il 25 ottobre.

Alla luce del ragionamento di cui sopra, con le regole attuali potrebbe avverarsi quindi il mio sogno di non avere il candida-candidati-improbabili-Bersani come segretario.
Qualcuno mi dica perché il 26 ottobre – anche secondo Franceschini – io mi sarei dovuto magari accontentare di quella minoranza che vuole il ritorno al proporzionale, abbellito da un sicuro accordo con l’UDC (Bersani dice da un pezzo che vorrà costruire un’alleanza con tutti quelli che vogliono contrastare Berlusconi, Storace escluso),  una minoranza che vuole un partito chiuso, controllabile con il gioco delle tessere, che accetta che abbiano ancora posizioni di rilievo D’Alema, il pizzinaro Latorre, e ripropone addirittura capilista (!!!) come Bassolino, la Iervolino e Agazio Loiero e come numero due ha Enrico Letta, che ha votato, con il Pdl, a favore del ddl 1369, quel disegno di legge che avrebbe voluto bloccare in extremis la decisione del Tar su Eluana Englaro.

Per fortuna le norme attuali recitano a ragione che dovrà essere la maggioranza assoluta dei mille delegati nazionali che eleggeremo il 25 ottobre a decidere il segretario, sennò il rischio di finire in quelle mani sarebbe serio. Non sarebbe la fine del Pd, ma conquistare nuovi consensi dovendo giustificare queste scelte sarebbe arduo da quel momento in avanti.

A Franceschini e a Debora Serracchiani, che a tutt’oggi spalleggiano quest’idea balzana di Scalfari, uno che non ha quasi mai considerato nemmeno citabile Ignazio Marino, vorrei dire che mi sono entrambi scaduti tantissimo.

E voi? Cosa ne pensate?

di marco gattafoni (aka marco dewey)

membro indegno del magnifico Comitato Fermano Marino Segretario, composto da persone che hanno la mia più totale fiducia come esseri umani prima che come politici.

PS: Fantastica ieri ad Annozero la mariniana(?) Giulia Innocenzi. Bella la forza che ha messo nel porre in evidenza la gravità dell’immediata adesione di Bersani all’invito di Scalfari.
Ragazzi, si può e si deve fare! Cambiamolo questo Pd, facciamolo diventare quello che ho sempre sognato.
Eh sì, io i vostri sogni mica li conosco.

Fate girare se credete.

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Libertà e potere in politica. Il ruolo dell’intellettuale.

4 ottobre 2009, domenica

pasolini e mastroianni
Ogni elemento dal rimosso sembra concorrere involontariamente al nostro essere attuale.

C’è chi impegna una vita per essere qualcuno e noi non gli possiamo mica imputare debolezze umane e ipocrisie.
Non che non possiamo pensare che questi schiavi dei propri sogni siano – ad esempio, a volte – ipocriti. E’ che proprio non possiamo dirlo in pubblico, nemmeno quando molto selezionato, nemmeno girandoci attorno.
Neppure gli illuminati potrebbero farlo. Ci sono delle precise regole sociali che lo impediscono, soprattutto quando vivi una realtà associativa che è fatta di amicizie, legami, scopi più o meno comuni: persino nemmeno quando certi scopi ti possono sembrare più lontani e più difficili da raggiungere se tutti decidiamo di ammettere queste ipocrisie, che poi non sono altro che cattive pratiche a detrimento della società e dell’associazione stessa, nel mio particolare caso perché decisamente contrarie a quelli che sono i suoi fini.

L’intellettuale però ha dei compiti precipui. Deve cercare di cambiare la società nel senso che gli mostra la sua coscienza.
Quello che non deve mai fare è soffocare il proprio istinto critico in base a delle convenzioni che sono fatte proprie dalla grande maggioranza dei pares.
Il delitto che non deve mai commettere è soffocare il proprio istinto critico per raggiungere una posizione, nemmeno quando da quella posizione sembrerebbe poter influire ancora di più sulla società.

La corruzione dell’ethos pubblico e le scorrettezze per il potere sono attimi, una volta esperiti diventano luoghi dell’anima e da sottili diventano facilmente brecce; in giro mi accorgo che si è tentati spesso di autolegittimarli con scuse improbabili e non pertinenti, schegge di egocentrismo irrazionale.

Dobbiamo rifuggire da queste scuse, dobbiamo smetterla di tollerare l’intollerabile, ed essere pronti a vivere l’esclusione, perché le buone pratiche sono virulente, contagiano il mondo, e non dovremmo rinunciare mai a lottare per la loro attuazione solo per seguire logiche del “volemose bbene” o di buona creanza a tutti i costi.

Ben altra cosa è l’opportunità di manifestazioni esterne all’associazione, che – sempre nel mio caso – essendo molto più importante del sottoscritto, sono da censurare quasi sempre, soprattutto quando ispirate dalla vanità oppure poco lungimiranti.

Gli intellettuali lottano ogni giorno con la prassi umana più quotidiana di tutte, gli intellettuali quando rimangono tali dovrebbero lottare contro quell’istinto di sopravvivenza di secondo livello conosciuto col nome di “potere“. Non dovrebbero aver paura di non ottenerne alcuno.

Questa credo sia condizione necessaria alla libertà di giudizio e alla freschezza di pensiero e credo anche che un lavoro, una professione o un’idea concreta di futuro lontani dalle tentazioni del potere aiutino la libertà di azione.

I politici, che al potere sono costretti a dare del tu, dovrebbero sentire in loro la tensione dell’intellettuale, farla propria, lottare contro i propri istinti umani, perché la maniera in cui è promossa una rivoluzione etica, un nuovo sistema politico, una nuova società è fondante tanto quanto il sistema e gli esiti che ci si propone.

Io scelgo e invito a scegliere Ignazio Marino il 25 ottobre.

di marco dewey (marco gattafoni)

P.S.: Dopo ieri pomeriggio sento ancor più mio il motto del cardinal Martini, pro veritate adversa diligere.