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Primarie del centrosinistra per il presidente alla provincia di Fermo. Cesetti o Offidani?

7 marzo 2009, sabato


Chi vi scrive conosce meno che sommariamente la storia e le convinzioni politiche di Fabrizio Cesetti (sostenuto da Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Sinistra Democratica) e Renzo Offidani (Pd), i due contendenti alle primarie di domenica 8 marzo per designare il candidato presidente alla provincia di Fermo per il centrosinistra.

Questo mio outing era necessario a giustificare i giudizi incerti e senz’altro discutibili che elargirò di qui a breve.
Discutibili perché parziali e perché si posano volutamente su basi instabili.
L’ignoranza – lungi dall’essere considerata un vanto – può risultare condizione privilegiata quando il tuo scopo è valutare con spirito vergine e sgombro da preconcetti un confronto fra due sfidanti che hanno idee simili ed entrambe rispettabili.
Scrivere del formarsi di una scelta senza suggestioni pregresse non mi pare esercizio privo di interesse. Per una volta voglio vedere cosa si prova.

Ieri, appena arrivo alla Sala dei ritratti di Fermo, luogo dell’ultimo confronto prima del voto, capisco che i miei buoni propositi di straniamento saranno molto più complicati di quanto avessi in mente.
Parlo col mondo e mi capita di avere ben chiaro il polso della situazione. So chi vincerebbe e in che modo se ci fosse un seggio lì fuori (e un po’ mi scoccia non rivelarlo, ma vorrei elaborare solo impressioni eminentemente personali, tentando di escludere le altre influenze).
Il malumore comunque serpeggia. Per quello che poteva essere e non è stato, per un Cesaroni – sconfitto alle primarie interne al Pd – che non è stato compreso appieno dal territorio, per alcune risposte poco pertinenti, non di rado ricondotte ai rispettivi punti di forza: per Offidani l’argomento mobilità, di cui si è occupato a lungo, e la capacità di dialogo con i comuni; per l’avvocato Cesetti quello di essere stato uno degli artefici in Parlamento della 147/2004, legge istitutiva della provincia fermana.

E’ la prima volta che li sento parlare. Nessuno dei due incarna esattamente il politico che tutti noi vorremmo come nostro rappresentante. Tutti noi – spero – lo desideriamo in grado di evocare onestà e indifferenza al potere e al denaro, un certo eclettismo nelle competenze, disponibilità, serenità, sicurezza, modestia, e se possibile anche dalla retorica varia, capace di dominare tutti i registri e affascinare il pubblico con un’idea credibile di gestione. Che sia abile a farci credere al suo progetto, al suo sogno. E poi bravo a realizzarlo.

Io di sogni ieri sera non ne ho sentito nemmeno l’odore. Sarà per i limiti dell’istituzione Provincia, sarà per il pragmatismo e il fair-play anche retorico dei due, sarà che non ne sono stati capaci: sinceramente non l’ho capito il perché.

Hanno persino sprecato miseramente l’ultima domanda, che poteva dare il LA a un discorso ampio sul modello di società per cui si sarebbero battuti fossero diventati presidenti.
La signora che ha porto la questione voleva si facesse riferimento in particolare a giovani, anziani e sanità e non voleva si descrivessero necessariamente le politiche da attuare, ma l’idea di società che doveva fare da collante. Insomma, la domanda che ogni politico vorrebbe gli venisse rivolta una volta nella vita.
Ora, non è che le risposte fossero particolarmente sgraziate o non condivisibili. E’ che quando senti che chi ti rappresenta e si è preparato per una campagna elettorale non ti fa venir dannatamente voglia di averlo come tuo presidente dopo una domanda del genere, c’è qualcosa che non va.

E poi, di primo acchito, di tutte quelle caratteristiche del politico ideale di cui parlavo sopra, a entrambi sembra mancarne qualcuna.
Per intenderci, Cesetti sembra un politico che le ha viste tutte, di quelli che hanno capito come ci si muove in quel mondo, un politico che abbiamo frequentato molto nel nostro immaginario. Non sembra alla mano, non sembra modesto, e sembra particolarmente monocorde.
Offidani sembra arrabbiato con qualcosa, con qualcuno, con una situazione che si sta venendo a creare forse, o forse è il suo normale modo di fare. E’ partito calmo e ci tiene a far sapere che lui (attualmente assessore provinciale al Bilancio, Finanze, Infrastrutture per la Mobilità, Viabilità, Progetti Settore calzaturiero, Problematiche connesse all’istituzione della Provincia del Fermano), crede “che ci sia bisogno – in questo momento di crisi – di chi ha acquisito una conoscenza della macchina amministrativa, delle conoscenze, dei rapporti con le amministrazioni”. Crede profondamente nel confronto con tutti i comuni e nel dialogo. E alla domanda sulla legalità del moderatore Andrea Braconi si batte come un leone: “Ho improntato tutta la mia attività politica al rispetto per le norme, per la legalità. Non ho mai manovrato pacchetti di tessere, mai utilizzato gli incarichi per assunzioni di amici e parenti. E non ho mai avuto terreni che potevano rientrare nei piani regolatori”.
E inoltre si dice anche pronto a fare della provincia fermana un esempio di moralità.

Cesetti propone una struttura della provincia snella e con pochi dirigenti. Vuole ripensare al modello di formazione e al contrario di Offidani non vuole nemmeno dialogare con Spacca sui due progetti possibili per la riconversione dell’ex Sadam (centrale a biomasse della PowerCrop o raffinazione del silicio per componenti fotovoltaici della Ned). Il suo è un no netto ad entrambe le soluzioni.

Appare chiaro che Offidani ritenga nel profondo di essere la persona giusta per quel posto. E sono sicuro che lo farebbe bene. Penso però anche che creda di essere al centro di una situazione strana con l’Idv di mezzo. L’Idv non ha fatto mistero di preferirgli Cesetti e l’eventualità che l’elettorato democratico ne venga a conoscenza sembra dispiacerlo sopra ogni altra cosa. E’ questione che, nonostante i proclami di ottimismo, sembra renderlo insicuro riguardo la vittoria.
Il suo “io vorrei che ora si astenessero (i dirigenti Idv, ndr) dal sostenere l’uno o l’altro candidato” vale più di mille comunicati da parte dell’Italia dei valori.
Come controprova della situazione in atto possiamo citare Cesetti: “Io chiedo agli uomini e alle donne dell’Idv di partecipare alle primarie. Che si esprimano per designare il loro candidato”.

Istintivamente sto con l’uomo onesto di partito e di fatica sui numeri Offidani.
La paura sull’esito della discussione di Offidani con Spacca sulle centrali, l’annunciata riduzione dei dirigenti della Provincia, l’accordo certo con l’Idv e soprattutto la maturità del nocciolo duro del Pd mi fa dire Cesetti.

Per chi, avendo letto per sommi capi l’articolo, avesse paura che sia passato dall’altra parte, dalla parte di Basso o di Di Ruscio, sappia che non c’è pericolo. Un abisso divide i nostri mondi.
Non per ultimo un diverso rispetto per le decisioni dei nostri elettori. Un diverso rispetto per la democrazia.
Non saranno delle primarie, ma degli accordi sottobanco a decidere il loro candidato.

Per cui invito tutti i votanti del centrosinistra a partecipare a queste primarie.
Per dare forza politica al nostro futuro candidato e a questo bell’esempio di democrazia.

di marco dewey

A Porto San Giorgio il seggio è in via Oberdan, nella Sala Imperatori.
Per informazioni sugli altri comuni cliccate qui.

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4 commenti

  1. Qui i risultati delle primarie del centrosinistra per la provincia di Fermo seggio per seggio.

    Ha vinto Cesetti con il 51,25%.
    Complessivamente 196 voti in più di Offidani.


  2. MARCO DEWEY…SEI UN COGLIONE….VAI A VIVERE AL PIANETA MARTE…LI MAGARI TROVI IL TUO “MONDO FELICE”…BORGHESE E CONSUMISTA….FATTO A MISURA DI COGLIONI DEL PD COME TE.

    IL VOSTRO PROBLEMA E’ CHE AVETE ANCORA LA PANCIA PIENA!!!!


  3. Coglione, di sicuro.

    Borghese e consumista?
    Appaio davvero così?
    Appaio molto, molto diverso da come sono, allora.
    Peccato.

    Il mio mondo felice?
    Lo cerco.
    E la mia “pancia” l’ho abituata con poco.

    Però non ho capito il motivo di tanto astio. Se potessi dire con più chiarezza cosa ti ha disturbato, sarebbe tutto più costruttivo.


  4. Vivo a Fermo, non sono di Fermo. Poco e pochi conosco. Ho votato alle primarie domenica. Niente e nessuno entusiasma, la politica non entusiasma perché non è più politica. Eppure ho votato. Ora, al di là delle legittime perplessità, una cosa sola ci deve fare…uscire dalle sedi, dalle sale dei ritratti, smettere di essere solo autoreferenti, ma iniziare a raccogliere le voci del territorio che poco importa se è provincia o non lo è. Questi sono sterili, inutili bizantinismi!



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