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Finalmente Eluana è morta, libera dalle parole di Berlusconi, che sabato passando sul suo corpo insulta Beppino Englaro e la Costituzione.

9 febbraio 2009, lunedì


Eluana finalmente libera dal suo corpo.
Ora ci toccherà assistere a questi supremi difensori della vita che ci faranno la morale. Non importa.
Il mondo ci guarda e ha pietà di noi per tutto il populismo e l’ingerenza del Vaticano che opprimono da troppo il nostro miserabile paese.

Berlusconi sabato ha sfruttato questa tragedia per della bassa politicaccia. Lo stesso schifoso sciacallaggio a cui assisteremo in questi giorni.

Quando Berlusconi si permette di dire: “A me pare solo che [Beppino Englaro (ndr)] si voglia togliere di mezzo una scomodità”, questo non è il suo solito spostamento di attenzione dalle magagne economiche, o dalla prossima ignobile legge sulle intercettazioni.
E’ un insulto a un padre, un’illazione intollerabile, uno sfregio a un uomo talmente corretto da non aver mai sfruttato – per rendere giustizia alla verità di questi diciassette anni – l’attuale immagine di Eluana, non certo più quella che conosciamo tutti di splendida ragazza nel fiore dei suoi ventuno anni; un uomo che per principio si impone di non fare una cosa che non ritiene giusta anche se probabilmente è conveniente, spendibile: un homo non meramente economicus, insomma, un personaggio inconcepibile per il Silvio.

In merito poi al decreto legge non controfirmato da Napolitano per tornare ad alimentare Eluana, decreto che avrebbe inibito varie decisioni della ancora libera magistratura, Berlusconi sabato ha anche sostenuto che una modifica della Costituzione (nel senso di un maggiore potere al presidente del consiglio) “è necessaria perché è una legge fatta molti anni fa sotto l’influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello”. Certo, e le componenti cristiana e liberale facevano numero.

Non bastasse, sempre sfruttando il caso Eluana Englaro, ancora in Sardegna afferma: “Sono due culture che si confrontano, da un lato la cultura della libertà e della vita, dall’altro quello dello statalismo e della morte. […] Noi siamo per la cultura della vita”. Gli altri sono dei vetero comunisti tipo DDR che uccidono i loro vecchi e i loro malati quando questi danno loro fastidio, sembra dire.

Credo che la ragione di queste scandalose invettive fosse che, visto che oggi o nei prossimi giorni Eluana sarebbe morta, il moto di emozione e retorica del cinismo avrebbe catturato i consensi dell’elettorato cattolico meno consapevole.
Ora, sposterà consensi in Sardegna in vista della prossima tornata elettorale? Sarà stato per munirsi di una scusa per mettere mano a certe prerogative del Colle? A proposito, prima si pone al di fuori della legge in molti modi nei vari anni del suo potentato, ora si vuole (auto)conferire maggiori poteri. Un bel percorso.

Allora, dicevo, quale che sia la vera ragione di questa blitzkrieg, quel che è certo è che anche solo guardando con occhio vergine ai fatti che vengono fuori dalla tv, osservandoli solo per quanto riguarda il primo livello delle cose, come se non esistessero ragioni nascoste, il suo comportamento ha dell’incredibile. La cosa grave non è che abbia ceduto alle pressioni del Vaticano o che B creda che sia, politicamente parlando, una bella mossa.
L’assurdo è che abbia perseguito certi scopi usando degli insulti a un padre, alla carta costituzionale e alla maggioranza degli italiani, che secondo lui apparterrebbe alla cultura della morte.
Frasi che se non le avesse pronunciate proprio lui, così in grado di muovere i fili dell’informazione per placare, sviare, minimizzare, sarebbero frasi da suicidio politico.

Sabato siamo tornati al Berlusconi da battaglia, da campagna elettorale, quello senza scrupoli, quello che ha imparato a solleticare le paure più intime dell’ignoranza umana, quello che passa sopra il dolore di un padre che vede violentare il corpo della figlia da diciassette anni, sopra il giudizio infimo e scontato che gli riserverà la storia umana, sopra l’odio che una metà di paese non può altro che provare per lui.

A Berlusconi dico che c’è un limite all’ignoranza degli italiani.
E poi stavolta B ha toccato un tasto che non c’entra con la consapevolezza. Ha a che fare con l’empatia.
E empaticamente gli italiani stanno con Beppino Englaro.
Un padre.

E anche se siete fra quelli che – al contrario della giustizia italiana – non credono che lei gli abbia espresso chiaramente il suo punto di vista in situazioni limite come quella, un padre in certi casi sa cosa è meglio per la figlia. Questo gli italiani lo sanno.

Finalmente lo spirito di Eluana è libero.
Se solo sapesse quali e quanti avvoltoi si sono avventati sul suo corpo, certo non riposerebbe in pace.

A noi che non crediamo all’anima spiace un’altra cosa.
Io desidererei che da morto il mio pensiero venisse rispettato fino in fondo.
A me non cambierà nulla se mi faranno un funerale triste o cattolico, ma io vorrei una bella festa molto laica.
Se arriverò a punti simili a quello di Eluana, senza possibilità di risveglio fra i vivi di mente, io non vorrei altro che la mia libertà di morire. Per me e per la mia famiglia.
Se me lo impedissero, pur da incosciente il mio spirito sarebbe imprigionato.
Vivevo il dramma della famiglia Englaro come un mio dramma. Ora che Eluana è morta devo ammettere che mi sento più libero.

Chiudo con una curiosità sullo spirito dei tempi che corrono.
Stamane mi sveglio con Bruno (in cerca di “credibilità” politica) Mobrici, che a Uno Mattina chiede al rabbino capo di Roma se dopo la morte di Eluana l’Italia sarà un paese migliore.
Noi non sapremmo cosa rispondere. Di sicuro lo sarebbe se non esistessero giornalisti che fanno domande tendenziose e non molto congruenti come Mobrici.

di marco dewey

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9 commenti

  1. Non capisco come e perché il mio “Il cittadino Tabucchi ci regala un po’ di libertà”, risulta alterato dalla notizia “Finalmente Eluana e’ morta…..”, che non mi appartiene come Chiara Sinopoli. Chiedo di correggere la collocazione su Google a questo titolo “Finalmente Eluana….”
    Grazie e con urgenza!
    Chiara Sinopoli


  2. Chiara, io non posso nulla o quasi su google. Mi spiace che al tuo nome, a te che hai scritto sull’articolo precedente sia associato anche il mio ultimo articolo, che non ti appartiene, ma appartiene a me anche per quanto riguarda il titolo.
    Sono contento che quella non vita sia diventata morte.

    Non so cosa fare. Non ti do la certezza che questo cambierà le cose, credo in tutta sincerità che sarà difficile, ma puoi provare a cancellare il tuo commento precedente.

    Comunque, quando la gente entra in questo articolo non vede il tuo nome che apprezza lo scritto.

    Mi scuso per l’accaduto, ma non posso nulla. Mi spiace.


  3. Inutile dire che sottoscrivo anche le virgole. Pace all’anima (e soprattutto al corpo) di Eluana… e un abbraccio fortissimo al suo devotissimo padre. Purtroppo, questo è un paese che continua a farci vergognare di tante, troppe cose. Il buonsenso e la ragionevolezza… oserei dire, persino la carità cristiana!… non hanno più diritto di cittadinanza fra di noi. E francamente, è inutile agitarsi troppo. Ieri il Grande Fratello ha fatto un boom d’ascolti grazie al solito menù di liti, cinismo, sciocchezze, tresche e tradimenti ad effetto e/o suggeriti dagli autori. Stasera c’è il “derby del mondo”, altro sicuro boom d’ascolti. Sinceramente, Marco, cosa vuoi che importi agli italiani degli sciacallaggi di Berlusca o delle ipocrisie dei finti cristiani? Qui la regola è: parlare a vanvera, possibilmente urlando, e rigorosamente in malafede e fuori argomento. Gli uomini, e le storie o le tragedie che si portano dietro o addosso, sono solo pedine da usare in un gioco cinico, volgare, stupido e “machiavellico”. Il fine da noi è il mezzo, e il mezzo è spesso solo il fine. Questa povera ragazza, Eluana, era solo un pretesto. In realtà, solo suo padre se ne è disperatamente interessato. Diciassette anni di patimento, strazio, dolore, carezze, lacrime, pena indicibile, notti insonni e nervi a pezzi. Diciassette anni di amore “matto e disperatissimo”, solitario e angosciante. Anni e anni di lotta contro leggi tanto ciniche quanto irragionevoli. Anni di spiegazioni e appelli. Sempre con pacatezza, con intelligenza, con educazione. Agli altri, a quasi tutti gli altri, soprattutto a quelli che in questi giorni hanno alzato la voce parlando di “etica” e “morale” interessava solo far casino, magari in cerca di “Un bell’applauso!”, per dirla alla Biscardi. Da noi il populismo non tramonta mai. E’ un cavallo di battaglia buono per tutte le stagioni e per tutti gli argomenti.
    Vedi? Non volevo aggiungere nulla (tanto perfetto era il tuo intervento!)… e invece ho dovuto e voluto dire anche io qualcosa. Come Berlusconi, in fondo, o come un qualunque vescovo in cerca di notorietà. Su Eluana quasi tutti han detto la loro. Chi pensando ad Eluana… e chi pensando a come poteva usare Eluana.
    Un abbraccio.

    P.S.: sempre più felice di aver scoperto per caso (e grazie a Tutti Pazzi) questo tuo blog.


  4. Siamo un popolo onnipotente e signor satutto, in grado di parlare o sparlare su ogni argomento, senza peraltro averne cognizione in taluni casi. Se tale azione viene fatta all’interno del nucleo famigliare sicuramente i danni sono limitati, quando lo si fà in rete comincia ad avere un certa influenza ma ancora insufficiente. Ma arrivare a scollegare il cervello dalla bocca quando si lasciano interviste pubbliche è assolutamente indecente. Sono in tanti che in questi giorni hanno sfruttato quel maledetto elettrodomestico per raggiungere le coscienze degli italiani.
    Perchè caro Marco tu parli di pace di empatia ma ciò è contemporaneamente alimento e prodotto della nostra coscienza.
    Tu ti definisci ateo e rispetto la tua non credenza, ma poi parli di spirito. Lo spirito o la coscienza non stà dentro il nostro corpo dormiente per poi migrare alla nostra morte, è sempre viva. Ma anche essa va nutrita come va nutrito il nostro corpo. Va nutrita di pace di empatia di ssolidarietà e anche di silenzi in taluni casi. Bisogna fare attenzione che alimenti dare al fine di evitare che si ammali. La nostra coscienza il nostro spirito è continuamente inquinato dalle maldiccenze. Ho visto gente che ha cambiato completamente opinione su questo o su altri argomenti dopo aver guardato la televisione. Sconcertante. Gente che continua a comprare il giornale ogni mattina per farsi una opinione. Quando invece in questo modo la sua opinione la perde del tutto. Il modo come Berlusconi ha affrontato il caso Eluana è consono al suo modo di agire. Da anni ci stupiamo delle sue marachelle. Ma continuiamo ancora a stupirci? Io su Eluana ho una opinione ben precisa. Definirla non porterebbe alcun sollievo ne per Eluana ne per il padre. Io credo in Dio e son qui a chiedermi “cosa ci voleva insegnare con Eluana”. Non credo spettasse a nessuno decidere sulla sua vita o sulla sua morte, ma purtroppo ancora una volta si è creato il partito del favorevole e del contrario. Al posto del padre credo sarei arrivato anch’io ad accettare che mia figlia se ne andasse, ma credo anche che il doppio dolore di tale sofferta morte trascinerebbe nel labirinto anche lembi della mia anima. Usiamo il dono del silenzio come chiede il papà Englaro e facciamo si che almeno adesso quelle due povere vite possano avere un pò di riposo.


  5. Sai, Giovanni, al posto di Eluana io avrei voluto che qualcuno avesse scritto in difesa di mio padre, in difesa di quel mio diritto – dopo tanti anni – a non essere più una “non Eluana”.

    Lo “spirito imprigionato” di Eluana sta per “sentimento non rispettato”, “volontà vessata” etc. Non ha nulla a che vedere con l’anima cristiana.
    Anche gli atei hanno un’anima. Sono i nostri pensieri, alcune volte ordinati in maniera molto coerente, altre meno.

    Sentir ieri Formigoni ad Annozero chiamarla martire, come se ci fosse una seppur minima consapevolezza, mi ha dato i brividi. Chissà com’è, nemmeno i comunisti o i fascisti mi sembrano ideologizzati come molti cattolici.
    Per fortuna che Bersani ieri, col suo fare dissacrante lo ha rimesso a posto. Mi piace quando vola basso parlando alla gente di umanizzazione della malattia, della morte. I medici, che per la difesa della vita ad oltranza o per deontologia professionale non fanno o non possono far elaborare il lutto alla famiglia di un paziente, mi fanno tanta paura. Se ci troveremo ancora senza una legge sul testamento biologico nei prossimi anni, spero da parente o da paziente di trovarmene di fronte uno intelligente, uno umano.

    Se quella veramente era ancora vita, e non si spezza una vita, che i suoi difensori ad oltranza non mangiassero più animali.
    Il paragone sembrerà azzardato, ma cosa c’era di umano nella vita di Eluana?
    Nemmeno più la sofferenza.


  6. Mi ha colpito molto l’intervista fatta ad un ragazzo ieri. Alla domanda -cosa avresti fatto(?) ha risposto senza indugi:-Sono cristiano e non avrei staccato la spina.- Quando l’intervistatrice ha chiesto, però, cosa avrebbe voluto se fosse stato lui al posto di Eluana ha DOVUTO riflettere un po’ e ha detto:- vorrei una morte INDOLORE….avrei staccato la spina….
    Ecco, forse invece di ergerci a giudici basterebbe un po’ d’empatia….


  7. Esigo chiarire che “Finalmente Luana ecc.”su Google non mi appartiene ed esigo sia separata dal mio intervento subito!!!!!!!!!!!!!!
    Chiara Sinopoli


  8. Chiara, io non gestisco google.
    Però, non c’è problema. Dimmi cosa devo fare e io lo faccio.


  9. […] Alla luce del ragionamento di cui sopra, credo che con le regole attuali sia molto avverabile il mio sogno di non avere il candida-candidati-improbabili-Bersani come segretario. Qualcuno mi dica perché il 26 ottobre – anche secondo Franceschini – io mi sarei dovuto magari accontentare di quella minoranza che vuole il ritorno al proporzionale, abbellito da un sicuro accordo con l’UDC (Bersani dice da un pezzo che vorrà costruire un’alleanza con tutti quelli che vogliono contrastare Berlusconi, Storace escluso),  una minoranza che vuole un partito chiuso, controllabile con il gioco delle tessere, che accetta che abbiano ancora posizioni di rilievo D’Alema, il pizzinaro Latorre, e ripropone addirittura capilista (!!!) come Bassolino, la Iervolino e Agazio Loiero e come numero due ha Enrico Letta, che ha votato, con il Pdl, a favore del ddl 1369, quel disegno di legge che avrebbe voluto bloccare in extremis la decisione del Tar su Eluana Englaro. […]



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