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Obama vincerà, ma non ci scommetterei.

4 novembre 2008, martedì


Che gran giornata di speranza per il mondo, oggi.
Se Barack Obama vince, già da stanotte avrà ben chiaro di non potersi permettere di aspettare il secondo mandato per attuare le riforme più sponsorizzate in campagna elettorale; soprattutto le promesse che gli hanno permesso di vincere contro Hillary Clinton.
La gente vuole il cambiamento subito. Di quale cambiamento si tratti lo sappiamo.
Per alcuni è il ritiro immediato dall’Iraq a ritmo costante e in un paio d’anni. Per altri la riforma sanitaria e la riforma scolastica. Per altri ancora una certa trasparenza di intenti e la sostanziale estraneità a quel mondo delle lobbies delle armi, del petrolio e dell’energia in genere, che hanno evidentemente imposto le loro invadenti mani per gli otto lunghi anni della presidenza Bush.
Immagino che i più si auspichino il ritorno a una certa autonomia delle scelte, appunto. E l’attuazione di almeno il 50% delle promesse (quelle delle primarie).

Che io creda o meno in un Obama “di sinistra” è faccenda di poco interesse.
Spero tanto in Obama: per far girare il vento che ancora soffia da destra, perché il Partito Democratico è sempre cinque volte meglio del repubblicano, e purtroppo anche perché è nero.
Perché il potere a un nero dà speranza al mondo. Dà la possibilità agli ignoranti di casa nostra di frequentare l’idea di una persona di “razza” diversa dalla bianca che raggiunge democraticamente i vertici del potere mondiale; sempre augurandoci che al contrario ciò non spinga i nostri ad una ancor più virulenta contrapposizione verso quelle regole democratiche che permettono questo genere di esiti.
E poi perché la conoscenza porta rispetto, condivisione, affetto.
Non credete che scontri religiosi a parte – un caldo saluto alle religioni – , anche gli stessi matrimoni interrazziali saranno guardati con spirito differente da Obama in avanti?

Ora veniamo al motivo principe che mi ha spinto a scrivere.
Le quote della competizione elettorale che giravano anche negli States sono più o meno queste.
Obama a 1,12-1,15. McCain a 7-7,50.
Sta a dire che 10€ su Obama vincente darebbero indietro poco più di 11€.
10€ su McCain vincente darebbero indietro più di 70€.
Non potrei mai scommettere sull’ipotesi odiosa di un altro repubblicano alla Casa Bianca, ma, caspita, è una quota interessante.

Se la componente razzismo comportasse esclusivamente effetti negativi non avrei dubbi: vincerebbe McCain. Pensate che un popolo ultrareligioso e conservatore concederà così facilmente le redini del proprio paese a un nero, che ha ancora tutta la sua famiglia in Africa?
Per fortuna qualcuno in più andrà a votare solo per fare dell’America il primo paese “occidentale” del nord del mondo ad eleggere un nero a capo della nazione.
Per spirito patriottico, oserei dire.
Ma niente. Nonostante tutto ho paura che il temutissimo effetto Bradley avrebbe dovuto far lievitare la quota di Obama ben oltre l’1,20.
E uno scommettitore lo sa, la giustezza di una quota rende la scommessa appetibile.

Barack Obama vincerà, sì. Ma io non ci scommetterei un euro.

di marco dewey

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