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Il ministro La Russa urla, zittisce e inveisce contro Concita De Gregorio a SkyTg24

29 ottobre 2008, mercoledì


Durante la trasmissione di Maria Latella a SkyTG24, Concita De Gregorio, direttrice de L’Unità, molto pacatamente e in risposta alla critica di La Russa a Veltroni, che non ha ricordato nella manifestazione del 25 ottobre i soldati morti nell’incidente di elicottero in Francia di due giorni prima:

“Mi sembra insolitamente in difficoltà dopo questa manifestazione anche il ministro La Russa che di solito è molto brillante. Credo che fare ricorso ai militari morti e ai punti dei sondaggi sia un segnale di difficoltà.”

La Russa [urlandole sopra da “sondaggi” in poi (gli urli sottolineati)]:

Ehi, signora Concita, io non faccio ricorso ai militari morti. Si vergogni! Con la sua faccina educata. Non parli dei militari morti con quel tono! Ha capito? Ignorante che non è altro! Ma vergognati, Concita! Con la sua faccettina così! Se lo doveva ricordare lei di dire di parlare dei morti durante la… ma si vergogni! Io, perché sono in difficoltà parlo dei militari morti!! Ma si tappi la bocca! Con un turacciolo se la tappi! Vergogna, Concitina! Vergogna! Non ne parli, guardi. Lei fa bene a non parlarne! Che su L’Unità… Non ne parli. Mi innervosisco quando lei dice cosa devo fare.
Ecco, allora. Questa signora ha già dato prova di sé.
Ma non faccio ricorso al lutto! Siete voi che vi siete dimenticati. Che vergogna. Guardi, se lei parla di questo io mi alzo e me ne vado!”

La De Gregorio continua a parlare lentamente e con lo stesso tono da “Ha capito?” in poi:

“E’ lei che ne ha parlato. Mi sembra che fare ricorso al lutto delle morti dei militari sia inappropriato, no? Mi sembra assolutamente inappropriata anche questa sua reazione. Gli spettatori giudicheranno. Ho detto che mi sembra in difficoltà qualcuno che fa ricorso al lutto dei militari quando si sta parlando d’altro. Si sta parlando di una manifestazione”.

Tralasciando le questioni di merito, che hanno visto nel PD l’unico partito a compiere un atto ufficiale rispetto a quella situazione, questi i fatti: un ministro attacca ad alta voce, insulta, deride il nome di un giornalista in una trasmissione nazionale.
Anzi no. Un ministro attacca ad alta voce, insulta, intima di zittirsi e deride con un diminutivo il nome proprio di un direttore di giornale in una trasmissione nazionale.
Anzi no. Un ministro maschio inveisce ad alta voce contro una signora, direttrice di giornale, le intima di zittirsi, di tapparsi la bocca con un turacciolo, ne deride il nome proprio, il tutto urlando in una trasmissione nazionale.

Sì. E’ successo per davvero. E’ una cosa enorme. Una cosa da scuse ufficiali alla nazione. Una cosa per cui chiedere le dimissioni del ministro La Russa.
“Lo zeitgeist attuale” si dirà. “Te ne meravigli ancora?” mi chiederete. No. Non me meraviglio più. Faccio solo in modo di gridarlo al mondo quanto più posso.

Questo il comportamento dei giornali online. Commento pur senza video fra i giornali nazionali l’ho trovato con ragioni alterne solo su Il Messaggero e su L’Unità.
Repubblica e Corriere hanno il video già da un pezzo nell’archivio multimedia: Repubblica già fuori dalla homepage, entrambi senza articolo a commento.
Senza importanza, senza conseguenze! Giornali che invece ne hanno quante ne vogliono di “talking heads”. E’ una scelta politica? E’ un segnale di scoramento?
Per gli altri giornali, invece, solo vuoto spinto, solo una questione marginale evidentemente.

Nessuno dei nostri quotidiani nazionali, nella loro versione online, (solo velatamente L’Unità, che essendo parte in causa ha pensato di scegliere un profilo basso) ha voluto suggerire nel comportamento del ministro Ignazio Benito Maria La Russa, indegno della carica che rappresenta, i liquami di un maschilismo fascista malcelato intrinseco alla cultura di provenienza. L’arroganza del potere che non teme nulla, nemmeno quello di zittire volgarmente e in diretta nazionale una signora. La sfacciataggine e la prepotenza propria di chi è costretto a urlare sempre e comunque, che abbia ragione o no, ché anche solo accettare in parte l’assunto di una giornalista significherebbe essere deboli agli occhi del capo.
E in una compagine governativa che fa del mostrarsi più forte degli altri, più filoberlusconiano degli altri, più oltranzista degli altri, l’essenza del proprio fare politica, e dove un semplice segnale di moderazione e di accettazione delle ragioni dell’avversario non è contemplato, il ministro La Russa in questa occasione come in altre ha pensato bene di poter lasciare libero sfogo alla sua vera natura, di essere se stesso, di sembrare a molti un fascista per modi e atteggiamenti.

Anzi no. Non lo sa nessuno. Non ne scrive quasi nessun giornalista istituzionale. Perché? Non interessa a nessuno?
Cosa è più grave?
Cosa rende chiaro lo “spirito del tempo“: la manifestazione o il silenzio?
Ignazio Benito Maria La Russa che zittisce volgarmente una signora o Maria Latella che non trova di meglio da fare che, sorridendo, chiedere al ministro di non usare un tono che non appartiene alla trasmissione?

di marco dewey

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One comment

  1. […] sapere altro. Davvero, mi basta. Mi basta la sua eleganza a le Invasioni barbariche, mi basta la sua classe con La Russa a […]



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