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Riguardo al gran rifiuto di Veltroni

3 luglio 2008, giovedì

Bene credo abbia fatto Veltroni a non far aderire formalmente il Pd alla manifestazione indetta da Paolo Flores D’Arcais, direttore di Micromega, Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori, Pancho Pardi (deputato IdV) e dal grandissimo, immenso Furio Colombo (deputato PD).
I motivi per partecipare a tale manifestazione si potrebbero contare sulle dita di dieci mani, ma non è senz’altro questo il punto.
E’ vero, quello a cui stiamo assistendo, l’imbavagliamento della stampa e l’ennesima severa sferzata contro la magistratura, in questo particolare frangente limitata in uno degli strumenti investigativi più efficaci, è senza precedenti in una nazione considerata ancora democratica dagli organismi internazionali.
Comprendo i dubbi di chi, leggendo quest’ultimo paragrafo abbia pensato “Ma come, non è mica solo questo il problema del governo, dei governi Berlusconi!”.
Comprendo, ma quando si è alle prese con una tale risma di criminali con delirio di onnipotenza, la lingua italiana e la pazienza e la memoria dello scrivente vengono messe a dura prova, quindi, oramai per convenzione oserei dire da regime, spesso si tralasciano le altre nefandezze e si sta sul pezzo, le ragioni prime della manifestazione di cui sopra.
Bene ha fatto Veltroni, dicevo, perché il prezzo politico di un flop di qualsiasi tipo dell’ 8 luglio, se questo fosse organizzato dal maggiore partito dell’opposizione, sarebbe incalcolabile.
Se il Pd organizzasse una piazza o un corteo con meno di trecentomila persone, ciò sarebbe considerato dalla stampa e dal circo mediatico tutto un mezzo fiasco.
E anche ci fossero quelle famose trecentomila, quante pensate ne conterebbe la questura?
Ora, i numeri di una protesta estiva potrebbero addirittura non essere di questo ordine di grandezza.
E’ su questo tipo di ragionamento che si è mosso Walter. Il Partito Democratico, con quel fuoco informativo che ha contro, non si può permettere la non gestione dell’evento.
Sta nell’intelligenza dell’uomo e della donna di sinistra comprendere che non è per moderazione politica che Veltroni non appoggia ufficialmente la protesta di Piazza Navona.
Sta nell’intelligenza di Flores d’Arcais non scrivere invettive contro l’unica speranza italiana per il futuro.
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Ricordo a tutta la mia gente, la gente di sinistra, che Berlusconi e i suoi servi non lanciano a caso strali contro Di Pietro.
Lo fanno consapevolmente per togliere il vostro voto al Partito Democratico. Lo fanno per affermare implicitamente la differenza di intenti fra Italia dei Valori e Pd. Contrastando Berlusconi solo l’IdV, la vostra mente arriva inconsciamente alla conclusione che il Pd è un partito di moderati benpensanti, che è Di Pietro colui che Berlusconi teme. Sono trucchetti banali da psicologia sociale.
Non ci cascate. Sapete bene chi teme. Sarà bene averlo ben chiaro sin d’ora: di qui a cinque anni utilizzeranno ogni mezzo per indebolire la leadership di Veltroni e per dividere le anime del Pd e far votare di nuovo partiti di estrema sinistra.

di marco dewey

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