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Sfogo contro i fascisti

17 aprile 2008, giovedì

Italiani, smettetela di insultare i nostri nonni, morti per sconfiggere la dittatura dei fascisti. Avete già consegnato l’Italia nelle loro mani! Non lasciate che la cultura e la solidarietà simbolo di Roma degli ultimi 15 anni, cadano nelle mani di questi barbari. Chiunque abbia parlato con qualcuno di loro sa già che non sono altro che elementi estranei alla cultura democratica.
L’anomalia italiana sta proprio nell’ignoranza che non permette a tutti di individuarli come tali.
Vi aiuto io. Generalmente sono figli della piccola borghesia, sfacciati a parole soprattutto quando sono in gruppo, ma non molto sicuri delle proprie capacità (e a ragione); cercano delle scorciatoie per arrivare al successo “sociale”; sono dei vigliacchi che si offrono ai servigi dei potenti, sicuri che questi li ricompenseranno, elementi che si servono della politica per scopacci biechi, spesso si fanno tramite per abusi edilizi e per sistemare gli amici nei rivoli della burocrazia.
Non sentirete mai condannare il fascismo dai loro eredi. Infatti fra di loro ce ne sono alcuni che si dicono fascisti e orgogliosi di esserlo e tutti sembrano fare spallucce, e sotto sotto sorridono.
Lo stesso Berlusconi è mussoliniano. Conosce bene la dittatura fascista: i suoi adepti pronti ad ogni nefandezza pur di far felice il potente; la sua propaganda semplicistica, tutta centrata sull’esaltazione quasi religiosa, non discutibile del leader vi ricorda qualcosa?
E infatti è talmente tanto rispettoso di quel precedente che non ha mai partecipato a una celebrazione del 25 aprile. Tutti orgogliosi di quella dittatura, si direbbe. Queste loro idee riguardo la dittatura del fascismo si riflettono sui loro valori.
Il valore della ragione della forza (della maggioranza, del manganello, delle squadracce, della ricchezza), dell’italianità e della donna domina familiae oppure puttana, e la prassi della libertà di fare dell’istituzione Stato un laboratorio politico nel quale sia possibile anche calpestare i fondamenti universalmente riconosciuti dell’etica pubblica.
Se ci pensate, tutti valori fondati sull’esclusione, dei deboli, degli “altri” (i poveri, gli stranieri, gli ultimi) e della donna dalla gestione del potere. Sono portatori di una cultura maschilista: le donne se ne facciano una ragione, sono loro i maggiori sostenitori del divieto di abortire e quindi della gestione del corpo femminile da parte degli uomini, di decisioni prese da uomini, della donna mamma prima di tutto, a casa a educare i bambini.
Ci hanno chiesto di non demonizzare Alemanno, ma ha ragione Italia libera civile e laica: “Col cazzo che non lo demonizziamo”, uno che ha ancora al collo una croce celtica!
Fascisti, siete dei pusillanimi, la feccia della società, e io vi odio.

di marco dewey

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