Archive for aprile 2008

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Il 25 aprile per i fascisti e i missini a Roma.

25 aprile 2008, venerdì

La campagna contro il 25 aprile dei giornali e dei politici proni al Cavaliere è vergognosa.
Pochi esempi. Giordano Bruno Guerri su Il Giornale sostiene sulla base di un sondaggio, che definire ridicolo è decisamente riduttivo, che metà degli italiani non considera la festa di Liberazione nazionale dal Nazifascismo una festa nazionale; Mario Cervi, sullo stesso quotidiano, sostiene la legittimità del poter rivendicare tutte le luci e le ombre di quel periodo, per poi non parlare delle luci e citare un quarto di ombra; Garagnani ne vorrebbe l’abolizione; Dell’Utri propone una riscrittura in senso ridimensionante della Resistenza; dulcis in fundo, il nostro premier in pectore non l’ha mai festeggiato; e si potrebbe continuare.

Questa campagna ricalca la tappa che caratterizza tutti i regimi non democratici: la riscrittura della storia a fini autolegittimativi (in questo governo prossimo, si identifica con la rimozione nazionale dei crimini dei loro padri e nonni).
Abbiamo cominciato a conoscerli troppo bene per rimanerne sorpresi, oramai. Addirittura ne prevediamo le mosse. Però, questa insolenza, queste facce toste ancora non l’avevamo viste.
Questo è un assalto in piena regola alla Repubblica Italiana, antifascista per Costituzione. Chissà, la vittoria recente alle elezioni per distacco li avrà corroborati oltre la lecita sopportazione.

Parliamo di Alemanno ora. Ce ne sarebbe da dire sulla vicenda “sospetta” della giovane del Lesotho e sulla infima campagna di terrore contro gli interessi di Roma che questa vicenda gli ha “consentito” di proporre via telefono – “Signora, vota Rutelli? Ma non ha paura di essere violentata?” – e a Ballarò (poche volte in vita mia ho visto un politico scendere così in basso).
A due giorni dalle urne, da uno dei due candidati sindaco di Roma, ci si aspetterebbe, se non ecumenismo, quantomeno correttezza, onestà intellettuale e vocazione al bene della città. E invece? Cosa ci tocca sentire dal pessimo Gianni? “Il 25 aprile rappresenta la Liberazione della nazione da ogni forma di totalitarismo sia di destra sia di sinistra”.
Eh, no, caro Alemanno. Ti piacerebbe che significasse solo questo. Questa festa, invece, ci ricorda che in Italia, da quando è Italia, c’è stata solo una dittatura.
Vorrei ricordare a tutti che quella dittatura si chiama FASCISMO ed è stata così apprezzata da te, dai tuoi amici di partito e da tuo suocero, che sin da giovani avete deciso di difenderne i valori, le grandi imprese e il buon nome.
Ora potrei sommergerti di dati, di storie, di drammi causati direttamente dal quel regime fascista che ami tanto, Gianni. Non lo faccio. Non saprei da dove iniziare. Tanto le conosci già le malefatte. Tanto lo sai già che siete voi i cattivi.
Il re che ha favorito i vostri lerci interessi e la vostra schifosissima guerra è scappato e voi cosa pensate di fare? Fate i solidali con l’invasore nazista! Ebbri di potere o timorosi delle loro rappresaglie, li aiutate a sterminare i vostri stessi compatrioti! Capisci, Gianni? Tu e la tua croce celtica che porti sempre con te sareste stati con quelli che hanno occupato l’Italia, e sterminato fra gli altri 6 milioni di ebrei e 20 milioni di russi.
Come ci si sbaglia? Servi col duce, indi servi col Führer. Un sussulto di coscienza, di autonomia, mai?
A proposito, tu che fai tanto il nazionalista, dovresti strisciare ai piedi dei partigiani e inchinarti di fronte a quello che fu uno dei pochi capitoli eroici del popolo italiano. Come scrive Andrea Camilleri:

“Non si trattò di una guerra civile, come affermano alcuni storici, e se lo fu in parte questo avvenne come conseguenza dell’intervento dei fascisti. I partigiani hanno segnato una pagina gloriosa della nostra storia. Hanno permesso che l’Italia si riscattasse dalle colpe del fascismo, prime tra tutte le leggi razziali, e riacquistasse la sua dignità di nazione. Hanno fatto sì che nascesse uno Stato democratico, hanno fatto sì che si potesse scrivere una Costituzione alla stesura della quale hanno contribuito tutti i rappresentanti delle diverse volontà popolari. Hanno fatto rinascere l’Italia. Che c’è da revisionare?”

“Ho l’onore di sedermi dalla parte dei vincitori e tale onore me lo hanno dato i partigiani” (Alcide De Gasperi)

Ricordo solo a tutti gli altri che la stagione delle grandi mistificazioni era iniziata qualche anno fa con il portare alla ribalta fino allo sfinimento il tema delle foibe.

La cifra dei 16.000 e passa si riferirebbe alle “vittime militari e civili, della repressione slavo-comunista tra l’8 settembre ’43 e il dopoguerra”. Il dato, come ammette lo stesso curatore è basato in buona parte su “stime approssimative e non sui cadaveri rinvenuti”. Le salme esumate in Istria, Venezia Giulia e Dalmazia nell’intero periodo indicato furono 994. Il Papo vi ha aggiunto “altre 326 vittime accertate, 5.643 vittime presunte e 3.174 vittime nei campi di concentramento”. La somma di 10.317 ottenuta viene ancora “arrotondata” con l’aggiunta di altri 6.363 dispersi! E questi, a differenza dei dispersi che si hanno in tutte le guerre, in Istria e Venezia Giulia diventano ipso facto vittime delle foibe”. (G. L. Falabrino)

Capite? Mille persone infoibate con certezza, molte delle quali vittime di faide e di rivolte degli istriani contro le famiglie dei fascisti italiani, invasori e vessatori della loro identità. E per gli storici revisionisti diventano sedicimila. Cioè, tutte le morti possibili dell’Istria in due anni di guerra sono volute vittime delle foibe.

E ancora. Durante la Seconda Guerra Mondiale in Jugoslavia sono morti un milione e mezzo di jugoslavi ad opera dei tedeschi e dei fascisti. Vale a dire, per colpa diretta degli italiani, che hanno costretto i tedeschi ad aprire il fronte jugoslavo al posto loro (vista la situazione di stallo in Grecia), è morto il 10% della popolazione di quel paese!
Avrebbero dovuto salutarli coi fiori, gli italiani che scappavano? Gli italiani complici di quei fascisti, rei, fra le altre nefandezze, dell’italianizzazione forzata di Istria?
Per giunta a quell’Italia di Mussolini che li ha costretti alla guerra è morto poco più del 1% della popolazione. Bella faccia hanno ora questi signori a dipingerli come sanguinari comunisti senza cuore. Come se gli italiani da quelle parti non si fossero meritati tutto quell’odio.
Però i post-fascisti, non contenti della storia che li giudica autoritari, violenti, sopraffattori e senza alcun rispetto per la vita umana, hanno perfino il coraggio di parlare, di rivendicare la crudeltà degli altri!
Per colpa di quelli che loro ricordano con commozione, deferenza e rispetto, tutti noi siamo ricordati in tutti i balcani per le stragi senza pietà della popolazione inerme! Sono davvero senza pudore.

“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.”
Benito Mussolini, 1920.

Qui trovate la pagina web che parla dello scandalo Fascist legacy, documentario inglese del 1989 sui crimini di guerra degli italiani, i cui diritti sono stati acquistati dalla Rai solo per censurarlo, probabilmente. Acquistato per poi non esser mandato in onda.
Qui, invece, delle delicate foto ricordo dalla Jugoslavia. Italiani, brava gente!

di marco gattafoni

Roma non può cadere sotto mano missina. Sarebbe un insulto alla democrazia e ai 335 delle Fosse Ardeatine!

P.S.: Finalmente, sul sito di Micromega una pagina con stralci da YouTube di Fascist Legacy, trasmessi nel 2004 da La7.
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All’amicizia

21 aprile 2008, lunedì


Nella luce scomposta dei miei pensieri
e della ragione diffusa, sopravvive la notte
al bianco esile delle tue attenzioni,
e al cuore ebbro di gioia.

Scampoli di immagine sfuggenti
di una voce innocente, querula
di spasmi sensibili, s’offrono a me
indegno di tanta passione.

All’aprile incerto del ciarlare
preferisco la patina incerta e la pelle ambrata,
calda del poltrire.

Sogno il cielo intenso dello sguardo sereno,
piango l’anima persa che non ho mai incontrato,
e le sue labbra acerbe.

di marco gattafoni

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La demonizzazione di Berlusconi e della destra non paga. O sì?

17 aprile 2008, giovedì

Mi è stato fatto notare che la demonizzazione di Berlusconi (e di tutta quella gente) potrebbe non pagare.
Io non me ne faccio una ragione, però.
Si può proporre come fa Walter, ma anche contestarli nel merito e ricordare le anomalie e le porcate in maniera più continua. E’ vero, certa gente non fa più caso a niente, i disonesti se ne fregano di quello che fanno i loro politici di riferimento.
Ma perché avremmo dovuto cedere per questo motivo? Avremmo potuto trovare parole e modi nuovi per sensibilizzare l’elettore. Questo ha significato arrendersi alla disillusione degli Italiani come popolo capace di sdegno.
Lo sdegno invece va spiegato. Parleremo ai male informati e a quelli che hanno la coscienza sopita dal benessere.
Io spiegherò loro perché continuo a disprezzare molti dei miei avversari. La ragione è che li conosco. Molti di noi li disprezzano, e con buone ragioni.
So benissimo che questa non è politica. Tengo a ribadirlo.
Questo è solo uno sfogo.

Noi di sinistra, lungi dal considerare un partito grande e nuovo come il PD libero da gramigne in lotta per il potere interno, quando facciamo politica, il più delle volte immaginiamo un mondo, disegniamo nella nostra mente progetti ideali di società o di città.
I nostri ideali di riferimento ci impongono di fare con coscienza cose che sentiamo intimamente giuste, non di rispondere ai sordidi bisogni dell’uomo, avallarne la cattiveria con promesse eticamente scorrette, quando non chiaramente false.
Lo sappiamo tutti come fa politica questa gente. Sparge paura e morte, piange disagi e problemi, promette forza e decisione nelle soluzioni. E poi parla alle categorie, a tutte le categorie di lavoratori, le corporazioni tanto care al fascismo. Si può fare il bene della società se si solleticano i desideri e le paure, sempre diverse, di parti disomogenee della popolazione?

Non sarei mai in grado di stare al posto di Veltroni nonostante ne appoggi in toto la rivoluzione perché so di essere fallibile e di cedere troppo al risentimento verso questa gente, che in Italia – al momento, anno di grazia 2008 – è ontologicamente portata a considerare la politica solo il mezzo per il potere.

Mi è stato detto che nella mia città, al posto di uno splendido progetto pieno di verde, che doveva riqualificare l’area del porto “escludendo ogni velleità speculativa di tipo immobiliaristico”, i nostri avversari da rispettare hanno in mente un mega complesso da 450 appartamenti. Sfortunatamente non si è arrivati nemmeno al ballottaggio.

Se per vincere bisogna parlare basso come fanno loro, non contate su di me.
Però voglio poter essere sincero. Non voglio aver paura di dire quello che penso dei miei avversari e dei loro modi.

Berlusconi ha vinto sul tema della sicurezza e dell’immigrazione, credo.

Sta a noi dire agli elettori la verità. Che la presunta sicurezza che sventolano è solo repressione compiaciuta, ma senza volontà di emersione del sommerso, della clandestinità, ché il “nero” conviene, vero?
Una persona senza diritti e per giunta ricattabile conviene al potente. Sempre.

E anche che senza solidarietà civile e senza cultura, senza integrazione e senza lotta alla povertà non ci saranno mai le basi per una vera sicurezza. Ci saranno solo sprazzi di breve terrore per i reietti della società. E una copertina a Lucignolo.

Veltroni doveva essere più deciso su questo e altri punti, marcando meglio il nostro sogno. Marcando le nostre differenze.

Se poi penso a Boselli e Bertinotti! Tutta la campagna agitando “Veltrusconi” e la presunta somiglianza del programma PD con quello del PdL. E lo stesso lasciava intuire Berlusconi. Che le risposte economiche alla crisi sarebbero state simili!

E’ passato questo messaggio! Abbiamo perso per deficit di informazione! Abbiamo perso perché molti italiani, i più svantaggiati, sono stati costretti all’ignoranza.

di marco dewey

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Sfogo contro i fascisti

17 aprile 2008, giovedì

Italiani, smettetela di insultare i nostri nonni, morti per sconfiggere la dittatura dei fascisti. Avete già consegnato l’Italia nelle loro mani! Non lasciate che la cultura e la solidarietà simbolo di Roma degli ultimi 15 anni, cadano nelle mani di questi barbari. Chiunque abbia parlato con qualcuno di loro sa già che non sono altro che elementi estranei alla cultura democratica.
L’anomalia italiana sta proprio nell’ignoranza che non permette a tutti di individuarli come tali.
Vi aiuto io. Generalmente sono figli della piccola borghesia, sfacciati a parole soprattutto quando sono in gruppo, ma non molto sicuri delle proprie capacità (e a ragione); cercano delle scorciatoie per arrivare al successo “sociale”; sono dei vigliacchi che si offrono ai servigi dei potenti, sicuri che questi li ricompenseranno, elementi che si servono della politica per scopacci biechi, spesso si fanno tramite per abusi edilizi e per sistemare gli amici nei rivoli della burocrazia.
Non sentirete mai condannare il fascismo dai loro eredi. Infatti fra di loro ce ne sono alcuni che si dicono fascisti e orgogliosi di esserlo e tutti sembrano fare spallucce, e sotto sotto sorridono.
Lo stesso Berlusconi è mussoliniano. Conosce bene la dittatura fascista: i suoi adepti pronti ad ogni nefandezza pur di far felice il potente; la sua propaganda semplicistica, tutta centrata sull’esaltazione quasi religiosa, non discutibile del leader vi ricorda qualcosa?
E infatti è talmente tanto rispettoso di quel precedente che non ha mai partecipato a una celebrazione del 25 aprile. Tutti orgogliosi di quella dittatura, si direbbe. Queste loro idee riguardo la dittatura del fascismo si riflettono sui loro valori.
Il valore della ragione della forza (della maggioranza, del manganello, delle squadracce, della ricchezza), dell’italianità e della donna domina familiae oppure puttana, e la prassi della libertà di fare dell’istituzione Stato un laboratorio politico nel quale sia possibile anche calpestare i fondamenti universalmente riconosciuti dell’etica pubblica.
Se ci pensate, tutti valori fondati sull’esclusione, dei deboli, degli “altri” (i poveri, gli stranieri, gli ultimi) e della donna dalla gestione del potere. Sono portatori di una cultura maschilista: le donne se ne facciano una ragione, sono loro i maggiori sostenitori del divieto di abortire e quindi della gestione del corpo femminile da parte degli uomini, di decisioni prese da uomini, della donna mamma prima di tutto, a casa a educare i bambini.
Ci hanno chiesto di non demonizzare Alemanno, ma ha ragione Italia libera civile e laica: “Col cazzo che non lo demonizziamo”, uno che ha ancora al collo una croce celtica!
Fascisti, siete dei pusillanimi, la feccia della società, e io vi odio.

di marco dewey

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Immagini in ordine sparso dal futuro

14 aprile 2008, lunedì

Questo è il risultato di una campagna elettorale schifosa, in cui tante persone hanno sacrificato la propria dignità per tornaconto personale.
Grillo, Mastella, Vespa, Mentana e tutti i giornalisti e conduttori Mediaset su tutti gli altri.
Dei giornali, quasi tutti politicizzati a destra non mi occupo.
Dei sicuri esiti di risultati come questo ho parlato spesso nei giorni scorsi.
Questo non sarà più un paese vivibile.
Un paese gestito dai fascisti, dai leghisti e da un presidente padrone vuol dire solo crescita della spesa pubblica, svendita di beni dello stato agli amici, commercianti e industriali del sud lasciati soli davanti alla richiesta del pizzo.
Appalti della TAV e del Ponte sullo Stretto e di tutte le altre infrastrutture concessi a peso d’oro agli amici (vedi Lunardi) e alla criminalità organizzata, che allungheranno tempi e costi ad libitum.
Chiaramente una modifica della Costituzione in senso federale spinto e in senso presidenziale, con ampi poteri al presidente della repubblica, che sarà Silvio Berlusconi, ovviamente riforme fatte a colpi di maggioranza (d’altronde cosa vi aspettate? Ha compiuto i crimini più assurdi e l’ha sempre fatta franca politicamente, perché cambiare? Perché pensare che lo punirete per questo motivo? Voi pensate solo al primo livello, la pancia, il livello due non è contemplato per legge in Italia. Quando ci sarà il default, forse, e dico forse, cambierete cavallo). Le due reti Rai e le tre reti Mediaset saranno organi 24 ore al giorno del “Partito della Libertà” (libertà, certo, di delinquere impunemente se sono reati di tipo finanziario-corruttivo).
E poi la rinegoziazione del potere giuridico: attraverso pressioni continue alla magistratura da parte dei politici PdL (sostenuti dall’informazione televisiva) e attraverso una riforma giudiziaria che voi non avete idea (se ne hanno fatte di assurde con Casini, immaginate ora che sono LIBERI ! (bella la libertà, eh?).
Pochi gli interventi solidali, soprattutto poco efficaci. Tante, tante proteste sociali che comporteranno una diminuzione sicura del tasso di crescita del PIL. Ritorneremo sottozero già nel prossimo anno. Probabilmente la diminuzione del PIL, in cinque anni, potrebbe arrivare anche a 2 punti percentuali, e rimanere a questi livelli per un paio d’anni. Italia buona ultima in Europa come negli ultimi anni del quinquennio targato Berlusconi dal 2001 al 2006.
Riduzione delle tasse leggera, ma per tutte le fasce sociali (il cui costo quindi si rifletterebbe tutto sulle fasce deboli attraverso tasse indirette e ulteriori tasse comunali).
Visto che non potranno contare sull’afflusso stabile di quei 25 miliardi di euro di maggiori entrate fiscali dovuto al severo sforzo contro l’elusione e l’evasione, si troveranno in grave difficoltà col disavanzo dello stato e molto probabilmente crescerà il debito pubblico, che non sarà mai visto da quella parte come il fine a cui aspirare. Primario nella destra è il consenso, quello immediato, a rischio del futuro di una nazione.
Non faranno mai il bene del paese, perché non sono portati a fare la cosa giusta, ché le cose giuste esigono sacrifici, ovvero costi elettorali.
Gli immigrati vivranno in una nazione che sentiranno aliena e non daranno altro che il loro peggio, alimentando così ulteriori risentimenti nei loro confronti. D’altronde, la povertà in cui piomberà l’Italia causerà inevitabilmente l’aumento dei reati.
Grillo diventerà sempre più punto di riferimento per un 10-15% della popolazione, raggiungendo così il fine che si proponeva con le sue parole ambigue e senza distinzioni fra le due parti in causa.
La politica seria e democratica verrà umiliata dalle televisioni da una parte e da un sito e un movimento di opinione potente come quello di Grillo dall’altra.
I cervelli migliori che ne avranno la possibilità scapperanno a gambe levate da questo paese ignobile, comportando così una perdita di ricchezza futura incalcolabile.
Ecco, questo è il punto principale. La destra propone la cultura della semplificazione del pensiero, dell’elogio dell’ignoranza, della scuola informativa, mezzo per avere il pezzo di carta per intenderci. E’ lontana dal pensare una scuola che forma, che fa evolvere il paese sin dalle classi più disagiate. E’ lontana dal vedere la scuola come l’unica possibilità che questo paese avrà per uscire con le proprie gambe dall’incubo economico molto prossimo.
Il nostro è un paese incredibilmente ignorante e non potrà che peggiorare.
Come dice Grazia Francescato, il problema vero è “l’impoverimento culturale”.
Il popolo italiano è immaturo, debole culturalmente, quindi dovrebbe essere educato dallo Stato. Se un’intera classe politica avalla gli impulsi del proprio “bambino”, il “bambino” cresce male, maleducato e cinico. E vota male.
Il paese sarà immobile socialmente per tanto, tanto tempo. La giustizia e la permeabilità sociale, elementi indispensabili per far crescere un popolo in maniera equilibrata, saranno degradate semplicemente a ricordo (non aveva d’altronde detto Berlusconi che un figlio di un operaio non può fare l’avvocato?).
Le ultime risorse per la rinascita economica del paese saranno prosciugate e lasceranno dei buchi economici e culturali impressionanti.
Avete consegnato alla storia un paese con tutte le precondizioni necessarie a una dittatura.
Avete consegnato alla storia un paese che divorerà se stesso in pochi anni.
E lo avete fatto allegramente, e con l’aiuto degli operai. Che schifo. Che ignoranza! Walter, tu sarai sempre il più grande, per noi (Enrico mi perdonerà, almeno oggi). Fra un po’ ci parlerai. Almeno tu, amali, perché non sanno quello che hanno fatto.

di marco dewey

PS:Ho voglia di insultare qualcuno.

Vi amo tutti, amici democratici. Amo ognuno di voi. Siete il futuro dell’Italia.
Siatene degni. Le donne hanno un compito importante. Far capire alle loro amiche di che cultura maschilista sono portatori i fascisti. Perché Silvio è un fascista: culto della personalità, controllo dei mezzi di comunicazione, assalto ai poteri dello stato, linguaggio semplice, pensieri semplificati al massimo.

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Gli indecisi si pentiranno

13 aprile 2008, domenica

L’affluenza è minore di quella record delle ultime votazioni. L’affluenza bassa di solito favorisce la sinistra, ma quest’anno eravamo probabilmente dietro di due-tre punti percentuali. Sono convinto che se Beppe Grillo semplicemente non fosse esistito il PD vincerebbe.

Se poi questa campagna elettorale fosse stata normale e con regole rispettate e con un po’ di democrazia vera, fatta di domande incalzanti, giornalisti scomodi, confronti fra i leaders e non con regole elettorali considerate carta straccia, giornalisti zerbini e uso personalistico, disinvolto e sfacciato delle proprie televisioni, ecco, il PD avrebbe stravinto. Nonostante i 15 anni di controcultura fascista e i 28 anni di controcultura pop televisiva.

Credo che rischiamo davvero tanto di scivolare nella dittatura viscida di personaggi senza scrupoli. Sono preoccupatissimo. I vari Bertinotti e Boselli invece sembrano sottostimare la situazione. E preoccupati solo di un paio di parlamentari in più non hanno esitato a fare campagna contro il PD. Ne renderanno conto alla gente di sinistra vera un giorno molto vicino. Queste persone meritano la loro fine politica.

Il divenire sempre più dittatura soft chiaramente non preoccupa Beppe Grillo, la sua funzione e i suoi affari continuerebbero a prosperare.
E il suo sito, che continua ad invitare i suoi lettori a votarlo su time.com, fungerebbe sempre più da catalizzatore del malcontento.

E così il delitto perfetto è servito. La metà degli operai, senza vera informazione, se non quella catastrofista di “Buona Domenica” voterà il mafioso Berlusconi e i fascisti e i leghisti razzisti. E il risultato sarà che perderemo del 2-3% (quanto vorrei sbagliarmi non potete capire!).

A meno che per qualche motivo gli indecisi su chi votare a sinistra non si siano voluti informare massivamente su internet. Tutti i loro mentori infatti hanno deciso. Votare compatti il PD, per il bene della democrazia.

Anche se, come scrivevo ieri: non è già più democrazia questa! Immaginate cosa ci aspetta!
Cito la conclusione dell’articolo del sempre splendido Furio Colombo, Falcone, Borsellino, Berlusconi, su l’Unità di oggi.

Questa è una storia che riguarda ciascuno di noi. Come il fascismo. E non c’è alcuna ragione di fingere che sia utile o anche solo possibile distrarsi. Si tratta di scegliere tra Falcone e, Borsellino da una parte e lo stalliere assassino Mangano dall’altra. Tra Veltroni che governerà con ragionevolezza un Paese secondo le normali tradizioni democratiche del mondo libero, e il “principale avversario” che non ci darà pace in nome dei propri esclusivi interessi, tra le istituzioni invase del Paese (compresa la Presidenza della Repubblica) e la volontà di possesso di ogni posto di comando del più celebre imputato d’Europa.
La domanda è: domani sera saremo al di sopra o al di sotto di ciò che il mondo attende (e teme) per il nostro destino?

di marco dewey

FATE GIRARE se vi pare. Per continuare a lottare fino all’ultimo, per non smettere di sognare, perché un giorno possiate guardare gli altri italiani con lo sguardo fiero! Voi avete fatto di tutto per impedire il fascismo in Italia nel Terzo Millennio.

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Non è già più democrazia!

13 aprile 2008, domenica


Non bastavano quindici anni di programmi farsa pro Berlusconi.
Non bastava la schifosa campagna elettorale degli ultimi due mesi delle reti Merdaset o Mafiaset.
Non bastavano gli accordi con la ‘Ndrangheta di Dell’Utri per truccare il voto in Calabria con cinquantamila schede elettorali pronte per il PdL.
Non bastava l’incredibile distribuzione di parte (di destra) dei giornalisti da Vespa per Veltroni e Berlusconi, con pubblico catatonico con facce tristi per Veltroni e assurdi scoppi di applausi (che Vespa aveva detto proibiti in trasmissione) per Berlusconi.
Non bastava l’intervento per dieci minuti in apertura del TG5 delle venti dell’ultimo giorno della campagna elettorale che ha gentilmente offerto il servo Clemente J. Mimun al suo padrone.
Non bastava il colpo basso a Matrix dei 4 minuti di pubblicità per Veltroni e solo un minuto e mezzo di interruzione per Berlusconi.
Non bastava che a Matrix Mentana concedesse alle claques di intervenire a una trasmissione così importante (e si sa, i più sfacciati e asserviti e ricompensati nelle manifestazioni di giubilo acritico da che parte stanno).
Non bastava che a Matrix Mentana permettesse al suo padrone un bel monologo di presentazione e ponesse domande a risposta aperta, mentre a Veltroni ha proposto quesiti di poco conto e frequenti.
Non bastava che a Matrix Mentana bloccasse spesso e volentieri Veltroni, mentre era zittito dal suo padrone.
Non bastava che a Matrix Mentana concedesse di dire le bestialità più enormi senza contraddire il suo padrone. Mai.
Non bastava che Berlusconi citasse più volte sondaggi di cui è illegale parlare (e di cui possiamo solo intuire il livello di veridicità considerato l’individuo).
Non bastava che Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, riproponesse esattamente lo stesso annuncio illegale di cui sopra all’ultimo minuto della campagna elettorale a Primo Piano (vuol dire solo che hanno paura, tranquilli!).
Ebbene sì. Non bastavano questi ripetuti schiaffi alle regole di una nazione.
Non ho parole! A Buona Domenica Su CANALE 5, ora, proprio ora, a urne aperte e da almeno mezzora, stanno piangendo miseria e criticando il governo, citando perfino nomi di politici! Paola Perego ha appena terminato con un appello al cambiamento delle politiche dello Stato, di nuovo vicino alle persone!
Non è già più democrazia! Non è più democrazia da un pezzo.
Questo e molto peggio è quello che ci aspetta se non intervenite col vostro voto! Sarà colpa vostra, colpa di chi non va a votare, di chi si è lasciato abbindolare da individui ambigui che pressavano per il non voto.
Cosa succederà in questi anni lo sappiamo già. Dittatura alla Putin e Berlusconi Presidente della Repubblica con maggiori poteri di quelli attuali.
Auguri alle vostre coscienze.

di marco dewey