Archivio per la categoria ‘cronache spicciole’
3 dicembre 2009, giovedì

Non sarò a manifestare al No-B day a Roma non perché non me ne freghi niente di come vanno le cose in Italia.
Non perché non abbia ben chiaro che tipo di priorità hanno, per la destra tutta, i bisogni dei diversamente vivi, dei diseredati, dei lavoratori e degli uomini e delle donne di cultura di questo belpaese del menga.
E quando dico tutta la destra intendo Fini compreso: facile fare lo splendido ed ergersi di quel po’ da quella gran feccia di ‘Gnorsìsissignore’, da terza carica dello Stato e ora che Berlusconi è sempre più in difficoltà per i processi e le nuove accuse a carico, vero?
Non sarò a Roma non perché abbia voglia di restarmene con il culo al caldo in questo inizio rigido di dicembre.
Non ci sarò non perché non voglia dare forza alla cultura popolare e di sinistra più vera, che è la cultura dell’ascolto, dell’attenzione agli altri (a tutti gli altri del mondo), del progresso civile e sociale, della legalità. La cultura della gente che scende in piazza viaggiando spesso centinaia di chilometri a proprie spese per difendere i propri diritti.
E nemmeno perché sono del Pd e non gradisca la piattaforma, a dir la verità, un po’ esile della manifestazione.
E’ solo che sono di turno e non v’è modo di uscirne.
Un abbraccio sentito a chiunque sacrificherà tempo e denaro per esserci.
Grazie, grazie, grazie!
di marco dewey
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2 dicembre 2008, martedì
Ammettetelo. Bello, vero? Invitante, seducente, da starci male insomma.
Eppoi ha in tasca L’Unità, che è troppo sessuale anche solo come istituzione.
Proprio una pubblicità azzeccata questa di Toscani.
Bene, allora avverto tutti che quel bel sedere e quelle belle gambe sono della modella Concita De Gregorio.
Attimo di pausa.
Potere respirare ora.
Ma che donna strepitosa è questa!? Ce le ha tutte.
Le fa tutte.
Quattro figli maschi, un marito, scrittrice, direttrice de L’Unità, somiglianza improbabile a Scarlett Johansson, gran figa [aspettate, questa non me la passate anche se è quello che penso. Un mio amico più intelligente di me, ma anche più greve mi fa: "Sei rincoglionito. Ma vuoi mettere Scarlett Johansson in Vicky Cristina Barcelona ?" E poi è meglio che smetta di citarlo, ve l'assicuro. Io, però, ti ho difesa, Concita].
Quindi – dicevo – bellissima donna a 43 anni. E poi, oltre a quello detto sopra non voglio sapere altro.
Davvero, mi basta. Mi basta la sua eleganza a le Invasioni barbariche, mi basta la sua classe con La Russa a SkyTG24.
Mi aspetto da un momento all’altro che – parafrasando il famoso sketch della “TV delle donne” con Angela Finocchiaro – una delle volte in cui le chiederanno: “Ma, Concita, come fai a trovare tempo e energia per tutto?”, lei se ne verrà fuori tutta sorridente con: “Mi drogo!”.
Butto là un viva le donne che ci sta tutto, ché ogni volta che penso a Concita ho gli ormoni della testa che fanno la ola.
Ah, Concita! Se non dovessi averlo capito dall’articolo io voto PD e se volessi divorziare questo è il momento buono. Non sto con nessuno. Beh, insomma, pensaci. E leggimi.
di marco dewey
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4 novembre 2008, martedì

Che gran giornata di speranza per il mondo, oggi.
Se Barack Obama vince, già da stanotte avrà ben chiaro di non potersi permettere di aspettare il secondo mandato per attuare le riforme più sponsorizzate in campagna elettorale; soprattutto le promesse che gli hanno permesso di vincere contro Hillary Clinton.
La gente vuole il cambiamento subito. Di quale cambiamento si tratti lo sappiamo.
Per alcuni è il ritiro immediato dall’Iraq a ritmo costante e in un paio d’anni. Per altri la riforma sanitaria e la riforma scolastica. Per altri ancora una certa trasparenza di intenti e la sostanziale estraneità a quel mondo delle lobbies delle armi, del petrolio e dell’energia in genere, che hanno evidentemente imposto le loro invadenti mani per gli otto lunghi anni della presidenza Bush.
Immagino che i più si auspichino il ritorno a una certa autonomia delle scelte, appunto. E l’attuazione di almeno il 50% delle promesse (quelle delle primarie).
Che io creda o meno in un Obama “di sinistra” è faccenda di poco interesse.
Spero tanto in Obama: per far girare il vento che ancora soffia da destra, perché il Partito Democratico è sempre cinque volte meglio del repubblicano, e purtroppo anche perché è nero.
Perché il potere a un nero dà speranza al mondo. Dà la possibilità agli ignoranti di casa nostra di frequentare l’idea di una persona di “razza” diversa dalla bianca che raggiunge democraticamente i vertici del potere mondiale; sempre augurandoci che al contrario ciò non spinga i nostri ad una ancor più virulenta contrapposizione verso quelle regole democratiche che permettono questo genere di esiti.
E poi perché la conoscenza porta rispetto, condivisione, affetto.
Non credete che scontri religiosi a parte – un caldo saluto alle religioni – , anche gli stessi matrimoni interrazziali saranno guardati con spirito differente da Obama in avanti?
Ora veniamo al motivo principe che mi ha spinto a scrivere.
Le quote della competizione elettorale che giravano anche negli States sono più o meno queste.
Obama a 1,12-1,15. McCain a 7-7,50.
Sta a dire che 10€ su Obama vincente darebbero indietro poco più di 11€.
10€ su McCain vincente darebbero indietro più di 70€.
Non potrei mai scommettere sull’ipotesi odiosa di un altro repubblicano alla Casa Bianca, ma, caspita, è una quota interessante.
Se la componente razzismo comportasse esclusivamente effetti negativi non avrei dubbi: vincerebbe McCain. Pensate che un popolo ultrareligioso e conservatore concederà così facilmente le redini del proprio paese a un nero, che ha ancora tutta la sua famiglia in Africa?
Per fortuna qualcuno in più andrà a votare solo per fare dell’America il primo paese “occidentale” del nord del mondo ad eleggere un nero a capo della nazione.
Per spirito patriottico, oserei dire.
Ma niente. Nonostante tutto ho paura che il temutissimo effetto Bradley avrebbe dovuto far lievitare la quota di Obama ben oltre l’1,20.
E uno scommettitore lo sa, la giustezza di una quota rende la scommessa appetibile.
Barack Obama vincerà, sì. Ma io non ci scommetterei un euro.
di marco dewey
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2 novembre 2008, domenica

E’ così da due anni. Esce di strada il doppio delle volte degli altri e rimane sempre in gara. La sua macchina non si rompe mai.
La stagione scorsa solo il suo immenso ego ha potuto più del suo culo.
Ed è riuscito a giocarsi il titolo con diciassette punti di vantaggio nelle ultime due gare.
Ora aveva praticamente perso il titolo a due giri dalla fine, subendo un sorpasso sul terreno a lui più congeniale dal motore Ferrari di Vettel. Il destino aveva tratteggiato il trionfo perfetto: la pioggia negli ultimi cinque giri.
Tutti i primi cambiano. Glock, il primo fra quelli che non cambiano, si ritrova davanti a Hamilton.
E sembra reggere! Negli ultimi due giri ha ancora quindici secondi.
E invece nell’ultimo, quando cade una quantità di pioggia improbabile, Glock ha dei problemi, non tiene più e si fa sorpassare all’ultima curva.
Lo so, era un sogno troppo grande, ma Felipe Massa e la Ferrari strameritavano questo titolo piloti. Lo meritava la torçida brasiliana.
Che festa avrebbero fatto voi riuscite a immaginarlo?
Scrivo a caldo. La rabbia per il culo di Lewis Hamilton e per la sua faccia di tolla mi offusca la mente.
Vincere il mondiale di un punto all’ultima curva per défaillance di un altro!
di marco dewey
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28 settembre 2008, domenica

ALESSANDRO BALLAN !
Che squadra! Che sport!
Come al solito dominiamo la gara.
Che si vinca o si perda non importa.
Sono sempre fiero di loro alla fine.
La vittoria di Ballan e il secondo posto di Cunego sono anche di Rebellin, quarto, e di Bettini, Bruseghin, Tosatto, Tonti, Bosisio e Paolini. E’ anche la vittoria di noi tutti, malati, appassionati di ciclismo, di questo sport duro e emozionante come pochi.
Gli spagnoli hanno meritato questa fine. Non poter nemmeno sperare di vincere sin dagli ultimi dieci chilometri!
Avevano tre fra i favoriti (Freire, Valverde e Sanchez) e non hanno spinto un metro!
Questo è il ciclismo! E chi bara paghi!
PS: Il pronostico l’ho preso. Rebellin che attacca sui Ronchi e Ballan che parte ai due e mezzo dalla fine!
Che numero! Che sparata!
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3 agosto 2008, domenica

Bello quando ti chiedono: “Ci farebbe piacere se venissi qui dopo a dirci cosa ne pensi”.
Basta poco e realizzi che potrai parlare fino a quando avrai cose interessanti da dire. E le ascolteranno tutti con attenzione.
Non sarà richiesta alcuna ipocrisia.
Vorranno, esigeranno solo la tua sincerità e saranno disposti persino a ricevere delle critiche personali.
Insomma, per cinque minuti il mondo andrà deliziosamente alla rovescia.
Cose che solo il teatro…
di marco dewey
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24 luglio 2007, martedì

The air is still. Nothing seems to help my pc from this temperature. Italy is transforming itself in a huge ashtray. Always the same things. Malicious fires to earn fields to the woods for personal use.
When you gonna learn? You understand only fines, handcuffs and jail. Pray not to be alone with me if I find some of you doing that.
I wouldn’t be the man I am.
di marco dewey
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23 luglio 2007, lunedì

Porto San Giorgio
It’s my very first time here.
Maybe the only reason to write at this time of the night is the will to check the character on this (at the moment) white page.
Oh, today I swam till the centre of my town. I never thought to do that, maybe as I never thought to be able without stopping (about 700 m).
Quite satisfying.
di marco dewey
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