
Un grazie a Santoro per la sua trasmissione. Ultimo spazio in cui viene fuori esattamente la vera natura degli ospiti.
Si parla di intercettazioni. Quanto cambierà dalla legge che sta per essere approvata in Parlamento: l’avvocato e consigliere giuridico di Berlusconi, il parlamentare Niccolò Ghedini, e Marco Travaglio a difendere idee opposte. Secondo il primo cambierà poco ma in senso garantista. Secondo Travaglio verrà trionfalmente scolvolto il più grande strumento che ha la magistratura per indagare e quindi reprimere i reati e inoltre verrà vessato il mondo dell’informazione oltre il consentibile.
A Gioacchino Genchi, un consulente della Procura che Berlusconi temeva tanto, per tutta la puntata Ghedini e Martelli contestano in pratica nient’altro che il fare il suo lavoro: il senso delle accuse di Ghedini si potrebbero sostanziare in un ipotetico “figuriamoci se non ha conservato nessun tabulato per poter ricattare il potente di turno!”. Quante battutine odiose e vergognose ha fatto Ghedini stasera. Ma tutto quel viscido non passa dallo schermo? Mah. E poi Martelli, ex ministro della Giustizia: “Lo capisce che è questo che è grave? Che lei che è un privato cittadino venga chiamato a fare quel lavoro “sensibile”!”
Peccato che in tutto il mondo i consulenti tecnici vengano chiamati a fare lo stesso.
Ma torniamo alla ragione dell’articolo.
Durante la trasmissione il vicedirettore de Il Corriere Pierluigi Battista giudica fuori controllo la quantità delle intercettazioni che si ha in Italia. Un numero tale da porci in contrasto per enormità coi numeri delle più importanti nazioni al mondo. Vogliamo che l’Italia sia un paese a statuto speciale?
In collegamento da Parigi lo scrittore Antonio Tabucchi, che dovrebbe parlare della stranezza di cui è stato protagonista – citato in giudizio civile per diffamazione per 1,3 milioni di euro dalla seconda carica dello stato Presidente del Senato, dal lodo Alfano in poi ormai “intoccabile Schifani“, oppure per giudizio lesivo della propria immagine, non ho ben capito -, ci parla invece per qualche minuto con la voce dei nostri pensieri, tira fuori l’anima ferita dell’Italia più informata, della parte ancora non rosa dall’ignavia, di tutti quelli che ancora resistono e che soffrono per la degradazione etica e l’umiliazione nel mondo a cui stanno sottoponendo il nostro paese.
Lo ha detto con una retorica asciutta e un vigore calmo.
Informa Battista che “l’Italia è un paese a statuto speciale!”
Quando abbiamo così tanti parlamentari indagati, – da studio gli si ricorda abbiamo anche tanti condannati in via definitiva – questo ci rende un paese a statuto speciale.
Un presidente del consiglio padrone di un po’ tutta l’informazione non è un argomento passato di moda nei paesi di piena democrazia e non lo è né in Francia, né in Inghilterra, né in Portogallo, né in tutti i paesi in cui abbiamo la possibilità di muoverci liberamente: noi che possiamo (lasciando intendere che gli ultimi provvedimenti esatti dalla Lega sui clandestini lo hanno già raggiunto).
Quando si pongono quattro italiani al di fuori della legge, questo ci rende un paese a statuto speciale (si riferisce al lodo Alfano, altrimenti conosciuto “salva Berlusconi+3″).
E che l’Italia, che ha una Costituzione perfetta, debba tollerare dei cambiamenti che la portano fuori dall’Europa è un fatto molto grave.
Un bel respiro, non c’è che dire. Fa sempre piacere quando un grande intellettuale grida di dolore così serenamente, non replicando certi toni scomposti che sembrano andare per la maggiore ultimamente.
Ne avevo proprio bisogno stasera.
Alle 23:25 viene chiamato a chiudere e ci parla della Storia. Un’immagine che mi è molto cara perché la uso spesso. Il fiume della Storia porterà via questi governanti.
Mi permetto di aggiungere molto umilmente: molto prima di quanto questi signori possano immaginare.
Il sonno della “parola che esplode” durerà fino a quando ci sarà regime mediatico oppure vera convenienza. Ora ci sono entrambe. Ma la morte di una persona spazzerà le remore dei giornalisti. Che apriranno la via alla loro coscienza.
La coscienza di Paolo Guzzanti ad esempio è esplosa all’improvviso, voglio immaginare adiuvata dal silenzio e dallo sdegno dei suoi tre figli.
di marco gattafoni


Inutile rammentare a me e a voi il comportamento da bauscia che per tutta la serata ha tenuto il sottosegretario alle infrastrutture l’ingegner Roberto Castelli ad Annozero ieri sera.