
Bestiale.
Sono ancora un po’ scosso.
E’ stato un attacco irresponsabile e scomposto quello a Guglielmo Epifani e Pier Luigi Bersani.
Percepisci proprio il senso della parola violenza quando un uomo potente e maleducato vomita accuse non pertinenti addosso a dei veri signori, due che si propongono con la delicatezza e la maturità necessaria davanti al periodo che l’Italia sta affrontando.
Facciamo un passo indietro. Berlusconi interviene via telefono a Ballarò e usa la trasmissione per minacciare di querelare Di Pietro per calunnia qualora il leader IdV non Lo denunci, visto che afferma che Lui ha tentato di corrompere, di comprare Villari e Orlando.
La versione del cavaliere è che Villari lui non lo conosce e per quanto riguarda Orlando è successo solo che un esponente di Forza Italia ha tentato di farglielo incontrare, ma B ha rifiutato.
A cosa serva querelare una persona che non può subire un procedimento giudiziario non è dato sapere. Che non significhi nulla che lui non abbia mai incontrato Villari glielo possiamo spiegare in tanti.
La “comunicazione di servizio” a un certo punto termina e Floris esige qualche domanda di contrappasso. Epifani, con una gentilezza disarmante che mi ha sinceramente sorpreso, chiede umilmente a Berlusconi se non fosse il caso di incontrare una forza sociale come la CGIL in un momento come questo.
Mettersi in gioco in quella maniera, resistere alla tentazione di accusarlo frontalmente e piuttosto cercare solo di venire a un accordo gli deve essere costato non poco.
Gli chiede come fosse potuto accadere quell’incontro a Palazzo Grazioli senza il maggiore sindacato italiano, quello della settimana scorsa di cui abbiamo già discusso ampiamente.
Il segretario CGIL ci tiene a dare la sua totale disponibilità per affrontare insieme la crisi con decisioni il più possibile condivise per tutta la puntata, è disposto a una mediazione difficile pur di giungere a un risultato, a un’intesa per il bene dell’Italia.
Questo è chiaramente un riassunto del senso delle frasi della serata di Epifani. Non riuscirò mai a descrivere tutta la dolcezza e la sensibilità civile che emanavano le parole di quell’uomo ieri sera.
Ebbene, il Presidente del Consiglio alza da solo i toni. Lo fa da subito e maldestramente. Strideva davvero ieri. E mi vengono le lacrime agli occhi se penso alla faccia sconsolata di Epifani e sconvolto dalla consapevolezza improvvisa di sentirsi succube delle volgarità di argomenti e delle bizze di Berlusconi.
E noi di essere considerati da questo qui come dei sudditi, di subire le sue quotidiane soverchierie senza poter nemmeno sperare che la giustizia gliela faccia pagare.
Rimaniamo ancora per un attimo ai fatti e mettiamo da parte i suoi toni assolutamente incongrui. La telefonata del premier ci dà la conferma – fra le altre cose – del fatto che Bonanni, segretario CISL, è un bugiardo. L’incontro a Palazzo Grazioli (nella “zona” sede di Forza Italia, e non a cena nella “zona” casa di Berlusconi come s’era insinuato) c’è stato. B sostiene che è durato poco e che è stato invitato a sorpresa anche lui. Che si trattava di un incontro informale, di poco conto, come ce ne sono tanti. Questo sminuimento vero o falso conferma però che il meeting è avvenuto veramente e quindi Bonanni è, ripeto, un bugiardo.
Con tutte le conseguenze che questa conclusione porta con sé.
Che Angeletti mentisse lo avevamo capito e ne avevamo gia discusse diffusamente le implicazioni.
Le domande intanto continuano, e B mantiene una certa impudenza anche nelle risposte a Bersani.
La nuova elezione a capo del Governo di un uomo (s)pregiudicato abituato a violare le regole, a stuprarle, a infangarle e cambiarle autarchicamente, che gestisce direttamente cinque televisioni può comportare esiti diversi dalla deriva etica del paese in cui spadroneggia?
E’ questo il vero problema. Altri cinque anni li reggeremo o ci sarà il collasso del senso collettivo della responsabilità civile e delle ragioni della giustizia sociale?
L’origine prima delle brutte sensazioni che ho provato ieri è soprattutto il sentimento consapevole di impunità che ho percepito nella sua voce. Mortificare un uomo che ti porge la mano è spregevole.
Scovare degli argomenti pregiudizievoli nel proprio armamentario di distruzione del dialogo lo è altrettanto.
Nelle risposte a Epifani ho percepito il buio della coscienza, la morte, oppure chiamatelo Diavolo, espressione limpida di cattiveria gratuita, potere, arroganza, maleducazione, sfacciataggine. Il segno tangibile del costante riinizio e perpetuamento delle ostilità.
Un’entità malvagia come la sua non era immaginabile. Non eravamo ancora pronti.
Non avevamo visto ancora niente di simile.
E sono ancora stordito perché non si poteva proprio rispondere ad Epifani in quella maniera, ieri sera. E’ stato appunto come assistere all’aggressione di un bandito a un signore, nell’accezione alta del termine. Una chiusura totale. Due mondi a confronto che non si incontreranno più.
Più che i modi ieri mi hanno scosso l’uso strumentale delle sue ragioni.
Martellare sempre e comunque. Anche di fronte alla crisi. A questa crisi! No regrets.
La gente che ha assistito in diretta non può non aver capito che mascalzone sia B, di quanta crudeltà, strafottenza e menefreghismo per il futuro della nostra Italia sarà ancora capace. Un comportamento irresponsabile – quello di Berlusconi – increscioso per tutti, credo.
Altrettanto sgradevole anche con Bersani seppure anche l’esponente del PD sembrasse interessato a tendere la mano, a promuovere una possibilità di dialogo, o perlomeno a risultare delizioso e maturo quanto l’Epifani di ieri.
Sicuramente ieri sarà apparso per quello che è anche a tutta la gente perbene che lo ha votato, magari in buonafede, pensando che la propria coscienza non potesse essere messa così tanto in discussione da una semplice crocetta.
Ieri sera, quella crocetta che voleva essere solo un piccolo sacrificio chiesto alla propria coscienza credendo di difendere i beni di famiglia oppure la possibilità di risparmiare cinquecento euro di Ici, spero si sia trasformata ai loro occhi nel simbolo del peggior particolarismo, una delle cause della comprovata decadenza morale di questo paese: la più potente tentazione del Male. Il particolarismo.
La mia roba.
Perché quando si promuove un uomo del genere per tre volte al posto più importante della nazione è questo tipo degrado morale quello a cui si va inevitabilmente incontro, la conseguenza più naturale. O la causa?
Sappiamo che rapporto ha B con le regole, anche quelle più semplici della comunicazione. Le viola sistematicamente e senza alcun timore perché lui non vuole dialogare, ma dominare, controllare, governare. E visto che non possiamo aspettarci che un individuo a cui politicamente viene perdonato tutto, d’improvviso cambi modello di comportamento, continuerà a violentare il nostro popolo per sempre. A troncare le discussioni, a proporne un taglio sempre sopra le righe. Nessun ascolto, nessuna convergenza è consentita.
E’ quello che mi ha sconvolto. Ieri ha segnato la fine di ogni dialogo possibile.
Continuerà ad abbrutirci senza rimorsi.
Durante Ballarò mi sono sentito male.
Ho paura. Ho realizzato come sarà il futuro.
Il Diavolo può essere più bestiale e irrispettoso della civile convivenza di quanto mi aspettassi.
Quanto male può farci ancora?
di Marco Dewey http://culturapoliticademocratica.wordpress.com